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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 23 Gen 2007 05:30 pm

Torre del Greco

torre del greco il portoTorre del Greco oggi è un centro industriale e balneare, con porto e peschereccio e turistico. Ebbe nome da una Turris Octavia, di epoca romana, torre, che secondo un’ipotesi assai affascinante, sarebbe stata la più importante del golfo di Napoli e avrebbe consentito a Tiberio, allora residente a Capri, di comunicare con la terraferma, mentre la parola “greco” si riferirebbe, alla produzione del “greco di tufo“, un vino tipico della zona detto appunto “Greco”. La cittadina è incastonata tra le pendici del Vesuvio e il golfo di Napoli, in epoca romana, come testimoniano numerosi reperti archeologici, costituiva probabilmente il sobborgo ricco di Ercolano, il territorio, come quelli di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplonti, venne sconvolto dalla devastante eruzione del 79 d.C., che rimodellò l’intero suolo e respinse il mare per oltre 500 metri. La città, più volte contesa tra popoli invasori e dalla violenza del Vesuvio, conserva poche tracce dell’antico centro di villeggiatura romana. L’amenità del luogo e la posizione strategica, al centro del golfo di Napoli, avevano da sempre favorito l’insediamento umano. Certamente in origine i Greci, poi i Romani e nel tempo tutte le popolazioni che ebbero potere e governo nel golfo, si fermarono a Torre del Greco, dove edificarono le loro ville. Tra il 1700 e il 1800, come fu per Portici, anche Torre del Greco fece parte del famoso tratto di strada definito “Il Miglio d’Oro”, vi furono edificate alcune delle più belle ville signorili dell’area vesuviana, tra le quali villa Vallelonga, dei primi del Settecento, villa del Cardinale, con un bel salone con affreschi del ‘700, villa Ferrigni, detta “delle Ginestre”, dove soggiornò Giacomo Leopardi, villa Prota, una delle più interessanti ville vesuviane, e la villa Macrina. Oggi Torre del Greco è nota per la lavorazione di coralli, madreperla e tartaruga e nel Museo del Corallo, presso l’Istituto statale d’Arte, si possono ammirare le splendide incisioni su pietre dure e manufatti di corallo.

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One Response a “Torre del Greco”

  1. su 07 Feb 2007 a 17:26 1.Il Corallo di Torre del Greco scritto …

    […] Torre del Greco vanta una lunghissima tradizione sulla lavorazione del corallo, arte che fu data in esclusiva concessione dal re Ferdinando IV di Borbone nel secolo XIX, al cardinale Batolomeo Martiri, al quale si raccolsero quasi tutti gli artigiani locali, per dare avvio alla Real Scuola del Corallo. Padroni assoluti come pescatori corallini fin dal secolo XV, ci volle poi quasi un altro secolo e mezzo perché l’esperienza, accumulata nella pesca e nel commercio del corallo, fosse messa a frutto nella lavorazione artistica, convertendo Torre del Greco nel più importante centro mondiale di trasformazione del corallo. Dopo l’inizio della lavorazione del corallo, iniziò anche la lavorazione del cammeo, fatta più per diversificare il mercato dal prodotto originale di produzione. Attualmente, a Torre del Greco, da decine di anni, circa 3/4.000 persone si dedicano e si tramandano l’arte della lavorazione del corallo e del cammeo. L’attuale produzione, spazia dal liscio corallo, fino alle pregiate incisioni e alle sculture, ma la scuola di Torre del Greco è rinomata è apprezzata in tutto il mondo, per le splendide lavorazioni sui cammei di pietre dure, solitamente lavorate in bassorilievo, del tipo sardonica, ma anche sulla pietra lavica, turchese e calcedonio. Malgrado la forte concorrenza da parte dei paesi asiatici, la fantasia e la perfezione stilistica, rendono l’artigianato del corallo di Torre del Greco, ancora molto competitivo al livello mondiale, difficilmente superabile. Pertanto merita una visita del tutto speciale il “Museo del Corallo e dell’Oreficeria”, annesso all’Istituto d’Arte della città di Torre del Greco, ove mostra una esaustiva visione della lavorazione di questo straordinario animale del mare, facendo comprendere l’evoluzione del gusto e della lavorazione nei secoli. […]

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