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	<title>Commenti a: Salerno</title>
	<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/salerno/</link>
	<description>Tradizioni Gusto Ospitalità e Natura nella Terra Felix dei Romani</description>
	<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 11:11:34 +0000</pubDate>
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		<title>di Il legno e l&#8217;arte dell&#8217;impagliatore</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/salerno/#comment-332</link>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 15:15:39 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Il legno, materia prima di elevato pregio e di grande utilizzo, ha visto nascere molti specilisti, che sono stati in grado di manipolarlo e trasformarlo grazie alla sua semplicità nell&#8217;essere lavorato. Tra questi spicca la figura dell&#8217;impagliatore o detto in dialetto napoletano, o &#8216;mpagliasegge&#8217;, un artigiano che costruisce e ripara le sedie fabbricate esclusivamente con legno e paglia. E&#8217; un lavoro faticoso quello dell&#8217;impagliatore, che trascorre ore ed ore ad intrecciare fuscelli e molto spesso a costruire l&#8217;intera sedia, unendo piolo e asticelle, pur non essendo un falegname. Una volta costruito il telaio della sedia, l&#8217;impagliatore annoda magistralmente i singoli fili di paglia che andranno a costituire la corda di cui si compone poi il sedile. L&#8217;originalità di questa arte è tutta nel semplice impiego della gestualità delle mani e nell&#8217;abilità dell&#8217;artigiano di scegliere i fili di paglia da utilizzare ed intrecciarli. E&#8217; tradizione tuttora esistente e vitale nel territorio dell&#8217;Agro-nocerino-sarnese in provincia di Salerno o meglio nella Valle del Sarno e, in particolare modo, in alcuni rioni di Pagani, dove alcune bottteghe di impagliatori sopravvivono ancora, anche grazie alla rilanciata moda della paglia impiegata nell&#8217;arrredamento. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il legno, materia prima di elevato pregio e di grande utilizzo, ha visto nascere molti specilisti, che sono stati in grado di manipolarlo e trasformarlo grazie alla sua semplicità nell&#8217;essere lavorato. Tra questi spicca la figura dell&#8217;impagliatore o detto in dialetto napoletano, o &#8216;mpagliasegge&#8217;, un artigiano che costruisce e ripara le sedie fabbricate esclusivamente con legno e paglia. E&#8217; un lavoro faticoso quello dell&#8217;impagliatore, che trascorre ore ed ore ad intrecciare fuscelli e molto spesso a costruire l&#8217;intera sedia, unendo piolo e asticelle, pur non essendo un falegname. Una volta costruito il telaio della sedia, l&#8217;impagliatore annoda magistralmente i singoli fili di paglia che andranno a costituire la corda di cui si compone poi il sedile. L&#8217;originalità di questa arte è tutta nel semplice impiego della gestualità delle mani e nell&#8217;abilità dell&#8217;artigiano di scegliere i fili di paglia da utilizzare ed intrecciarli. E&#8217; tradizione tuttora esistente e vitale nel territorio dell&#8217;Agro-nocerino-sarnese in provincia di Salerno o meglio nella Valle del Sarno e, in particolare modo, in alcuni rioni di Pagani, dove alcune bottteghe di impagliatori sopravvivono ancora, anche grazie alla rilanciata moda della paglia impiegata nell&#8217;arrredamento. [&#8230;]
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		<title>di Il vino DOC del Cilento</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/salerno/#comment-82</link>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2007 13:57:47 +0000</pubDate>
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					<description>[...] La Denominazione di Origine Controllata del Cilento, comprende un vasto territorio nella provincia di Salerno (ben 58 comuni). E&#8217; stata istituita per tutelare un consistente numero di vini prodotti in zone con uve diffuse in Campania fin dall&#8217;epoca romana. Tra le tipologie previste dalla D.O.C., oltre all&#8217;Aglianico, trovimao il Bianco, il Rosato e il rosso. La produzione massiva di una non deve superare il 100 quintali per ettaro, la resa di uva in vino è dl 70% e scende al 50% nel caso dell&#8217;Aglianico. La colitvazione della vite spesso è associata a quella dell&#8217;ulivo e per quanto le produzioni siano limitate a causa dell&#8217;asprezza del territorio, la qualità dei vini cilentani è in progressivo miglioramento, inoltre, l&#8217;eccellenza per i rpodotti della viticoltura di questo territorio è a portata di mano. La base varietale comprende il Fiano per il bianco, il Sangiovese per il rosato e Aglianico, Piedirosso e Primitivo per il rosso. Il bianco è delicato e fresco, mentre il rosato ha profumo vimoso e sapore armonico, il rosso è asciutto e corposo. L&#8217;espressione migliore di questo territorio si riscontra, però nella tipologia Aglianico, ottenuto in purezza e invecchiato almeno un anno, di colore rubino carico, presenta intensi sentori di frutta matura, spezie e note balsamiche, è un vino denso, quasi da masticare. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] La Denominazione di Origine Controllata del Cilento, comprende un vasto territorio nella provincia di Salerno (ben 58 comuni). E&#8217; stata istituita per tutelare un consistente numero di vini prodotti in zone con uve diffuse in Campania fin dall&#8217;epoca romana. Tra le tipologie previste dalla D.O.C., oltre all&#8217;Aglianico, trovimao il Bianco, il Rosato e il rosso. La produzione massiva di una non deve superare il 100 quintali per ettaro, la resa di uva in vino è dl 70% e scende al 50% nel caso dell&#8217;Aglianico. La colitvazione della vite spesso è associata a quella dell&#8217;ulivo e per quanto le produzioni siano limitate a causa dell&#8217;asprezza del territorio, la qualità dei vini cilentani è in progressivo miglioramento, inoltre, l&#8217;eccellenza per i rpodotti della viticoltura di questo territorio è a portata di mano. La base varietale comprende il Fiano per il bianco, il Sangiovese per il rosato e Aglianico, Piedirosso e Primitivo per il rosso. Il bianco è delicato e fresco, mentre il rosato ha profumo vimoso e sapore armonico, il rosso è asciutto e corposo. L&#8217;espressione migliore di questo territorio si riscontra, però nella tipologia Aglianico, ottenuto in purezza e invecchiato almeno un anno, di colore rubino carico, presenta intensi sentori di frutta matura, spezie e note balsamiche, è un vino denso, quasi da masticare. [&#8230;]
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