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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 11 Gen 2007 04:59 pm

Salerno

salerno veduta del lungomareQuant’è bello guardare, come Ulisse, in un giorno chiaro il Golfo di Salerno verso sud-est, con sullo sfondo la ripida costa afosa e le montagne cristalline. Si abbandonano gli dei di oggi e si scopre un nuovo se stesso perduto, mediterraneo, anteriore.

David H. Lawrence, 1920

Dall’alto, nell’abbagliante cornice del mare e del cielo, Salerno è come aggrappata ai fianchi della montagna, in una posizione spettacolare sul golfo. La città divenne il centro più fiornete del mezzogiorno d’Italia, con la conquista dei Longobardi nell ottavo secolo, in partcolare con il duca Arechi II. Sede del principato, Salerno conobbe un periodo di splendore, diventando anche un importante centro di studi con la celebre Scuola Medica Salernitana, la più aniìtica istituzione medica dell’occidente. Dopo i Longobardi, furono i Normanni e poi gli Svevi a favorire la crescita della città, che si arrestò solo nel secolo XVI, quando il potere passò nelle mani degli spagnoli. Nel settenbre 1943 Salerno fu teatro dello sbarco degli alleati. Oggi Salerno è una città in piena rinascita, teatro di una trasformazione in città - laboratorio, modello di rilancio urbano di rilievo internazionale.

Fonte: Regione Campania. Campania una terra alla luce del sole. Napoli, Electa Napoli - ATI Publics.

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    La Denominazione di Origine Controllata del Cilento, comprende un vasto territorio nella provincia di Salerno (ben 58 comuni). E' stata istituita per tutelare un consistente numero di vini prodotti in...
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2 Responses a “Salerno”

  1. su 19 Apr 2007 a 14:57 1.Il vino DOC del Cilento scritto …

    […] La Denominazione di Origine Controllata del Cilento, comprende un vasto territorio nella provincia di Salerno (ben 58 comuni). E’ stata istituita per tutelare un consistente numero di vini prodotti in zone con uve diffuse in Campania fin dall’epoca romana. Tra le tipologie previste dalla D.O.C., oltre all’Aglianico, trovimao il Bianco, il Rosato e il rosso. La produzione massiva di una non deve superare il 100 quintali per ettaro, la resa di uva in vino è dl 70% e scende al 50% nel caso dell’Aglianico. La colitvazione della vite spesso è associata a quella dell’ulivo e per quanto le produzioni siano limitate a causa dell’asprezza del territorio, la qualità dei vini cilentani è in progressivo miglioramento, inoltre, l’eccellenza per i rpodotti della viticoltura di questo territorio è a portata di mano. La base varietale comprende il Fiano per il bianco, il Sangiovese per il rosato e Aglianico, Piedirosso e Primitivo per il rosso. Il bianco è delicato e fresco, mentre il rosato ha profumo vimoso e sapore armonico, il rosso è asciutto e corposo. L’espressione migliore di questo territorio si riscontra, però nella tipologia Aglianico, ottenuto in purezza e invecchiato almeno un anno, di colore rubino carico, presenta intensi sentori di frutta matura, spezie e note balsamiche, è un vino denso, quasi da masticare. […]

  2. su 24 Mag 2007 a 16:15 2.Il legno e l’arte dell’impagliatore scritto …

    […] Il legno, materia prima di elevato pregio e di grande utilizzo, ha visto nascere molti specilisti, che sono stati in grado di manipolarlo e trasformarlo grazie alla sua semplicità nell’essere lavorato. Tra questi spicca la figura dell’impagliatore o detto in dialetto napoletano, o ‘mpagliasegge’, un artigiano che costruisce e ripara le sedie fabbricate esclusivamente con legno e paglia. E’ un lavoro faticoso quello dell’impagliatore, che trascorre ore ed ore ad intrecciare fuscelli e molto spesso a costruire l’intera sedia, unendo piolo e asticelle, pur non essendo un falegname. Una volta costruito il telaio della sedia, l’impagliatore annoda magistralmente i singoli fili di paglia che andranno a costituire la corda di cui si compone poi il sedile. L’originalità di questa arte è tutta nel semplice impiego della gestualità delle mani e nell’abilità dell’artigiano di scegliere i fili di paglia da utilizzare ed intrecciarli. E’ tradizione tuttora esistente e vitale nel territorio dell’Agro-nocerino-sarnese in provincia di Salerno o meglio nella Valle del Sarno e, in particolare modo, in alcuni rioni di Pagani, dove alcune bottteghe di impagliatori sopravvivono ancora, anche grazie alla rilanciata moda della paglia impiegata nell’arrredamento. […]

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