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	<title>Commenti a: Portici</title>
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	<description>Tradizioni Gusto Ospitalità e Natura nella Terra Felix dei Romani</description>
	<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 23:49:28 +0000</pubDate>
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		<title>di Portici - Palazzo Reale</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/portici/#comment-23</link>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2007 11:09:43 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Si narra che durante una fortissimo temporale nell’anno 1737, il re Carlo e la sua consorte la regina Maria Amalia, dovettero fermarsi a Portici; per la incantevole vista, e per la natura esistente nella cittadina, i reali rimasero così incantati del luogo, che al re venne in mente di costruirvi una residenza, nacque così la Reggia di Portici come residenza estiva dei Borbone, divenuta poi residenza reale. I lavori furono affidati ai migliori architetti dell’epoca nell’ambito del Regno, dal Medrano al Antonio Canevari, dal Fuga al Vanvitelli. Il re Carlo, dopo aver acquistato le ville adiacenti appartenenti ad altri nobili napoletani, pensò bene di espandere i possedimenti verso il mare, acquistando anche i boschi circostanti, inglobando in un tutto uno con la reggia. La credenza vuole che la reggia fu costruita in virtù delle strutture nobili del luogo, ma da un attenta valutazione dei vecchi progetti, si scopre in realtà che la Reggia fu fatta non tanto per motivazioni architettoniche quanto piuttosto per motivazioni di carattere politico e sociale, cercando di far costruire una nuova tipologia di struttura che desse l’impressione al popolo, che il re era uno di loro, quindi parte del popolo (ndr Barbera). Successivamente alle favolose scoperte archeologiche di Ercolano , la reggia divenne anche Museo Ercolanese, ove furono raccolte tutte le meraviglie estratte dagli scavi, diventando così meta di turisti aristocratici da tutto il mondo. Non potendo ospitare all’interno della reggia, tutta la corte napoletana, quest’ultima pensò bene, per stare vicino al re, ad acquistare possedimenti intorno al palazzo reale, costruendovi maestose ville nobiliari, facendo nascere così il fantastico territorio, conosciuto oggi come l’area delle &#8220;Ville Vesuviane&#8221;. Il palazzo, con la sua stupenda facciata, ha spaziose terrazze divise da un cortile attraversato dalla &#8220;Regia Strada delle Calabrie&#8221;. Al suo interno si possono ammirare antiche statue provenienti dalla vicina Ercolano, e molte stanze i cui pavimenti, sono stati realizzati con i mosaici provenienti dagli scavi archeologici di tutta l’area vesuviana. Tra le opere più belle che si possono ammirare all’interno, è il salotto della regina, realizzato in una finissima &#8220;porcellana&#8221;, a testimonianza della perfezione dell’artigianato napoletano raggiunto in questa arte dalle fabbriche Reali di Capodimonte. Come per la Reggia di Caserta e quello di Capodimonte, il giardino della Reggia di Portici, è in puro stile inglese, che con dolci e lunghi vialetti, degradano verso il Golfo di Napoli. Con all’interno spazi, realizzati per lo svago e il divertimento dell’epoca, alcuni ancora esistenti, come quella adibita alle esercitazioni militari, altri non più esistenti, come lo spazio adibito al gioco della palla, simile al gioco della &#8220;pelota Spagnola&#8221;, o allo zoo di animali esotici. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Si narra che durante una fortissimo temporale nell’anno 1737, il re Carlo e la sua consorte la regina Maria Amalia, dovettero fermarsi a Portici; per la incantevole vista, e per la natura esistente nella cittadina, i reali rimasero così incantati del luogo, che al re venne in mente di costruirvi una residenza, nacque così la Reggia di Portici come residenza estiva dei Borbone, divenuta poi residenza reale. I lavori furono affidati ai migliori architetti dell’epoca nell’ambito del Regno, dal Medrano al Antonio Canevari, dal Fuga al Vanvitelli. Il re Carlo, dopo aver acquistato le ville adiacenti appartenenti ad altri nobili napoletani, pensò bene di espandere i possedimenti verso il mare, acquistando anche i boschi circostanti, inglobando in un tutto uno con la reggia. La credenza vuole che la reggia fu costruita in virtù delle strutture nobili del luogo, ma da un attenta valutazione dei vecchi progetti, si scopre in realtà che la Reggia fu fatta non tanto per motivazioni architettoniche quanto piuttosto per motivazioni di carattere politico e sociale, cercando di far costruire una nuova tipologia di struttura che desse l’impressione al popolo, che il re era uno di loro, quindi parte del popolo (ndr Barbera). Successivamente alle favolose scoperte archeologiche di Ercolano , la reggia divenne anche Museo Ercolanese, ove furono raccolte tutte le meraviglie estratte dagli scavi, diventando così meta di turisti aristocratici da tutto il mondo. Non potendo ospitare all’interno della reggia, tutta la corte napoletana, quest’ultima pensò bene, per stare vicino al re, ad acquistare possedimenti intorno al palazzo reale, costruendovi maestose ville nobiliari, facendo nascere così il fantastico territorio, conosciuto oggi come l’area delle &#8220;Ville Vesuviane&#8221;. Il palazzo, con la sua stupenda facciata, ha spaziose terrazze divise da un cortile attraversato dalla &#8220;Regia Strada delle Calabrie&#8221;. Al suo interno si possono ammirare antiche statue provenienti dalla vicina Ercolano, e molte stanze i cui pavimenti, sono stati realizzati con i mosaici provenienti dagli scavi archeologici di tutta l’area vesuviana. Tra le opere più belle che si possono ammirare all’interno, è il salotto della regina, realizzato in una finissima &#8220;porcellana&#8221;, a testimonianza della perfezione dell’artigianato napoletano raggiunto in questa arte dalle fabbriche Reali di Capodimonte. Come per la Reggia di Caserta e quello di Capodimonte, il giardino della Reggia di Portici, è in puro stile inglese, che con dolci e lunghi vialetti, degradano verso il Golfo di Napoli. Con all’interno spazi, realizzati per lo svago e il divertimento dell’epoca, alcuni ancora esistenti, come quella adibita alle esercitazioni militari, altri non più esistenti, come lo spazio adibito al gioco della palla, simile al gioco della &#8220;pelota Spagnola&#8221;, o allo zoo di animali esotici. [&#8230;]
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