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	<title>Commenti per Vacanze e Territorio della Campania</title>
	<link>http://blog.positanonelweb.net</link>
	<description>Tradizioni Gusto Ospitalità e Natura nella Terra Felix dei Romani</description>
	<pubDate>Mon, 12 May 2008 02:08:44 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Parco del Cilento e Vallo di Diano di Polla</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/aree-protette/prco-del-cilento-e-vallo-di-diano/#comment-4649</link>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 15:13:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/aree-protette/prco-del-cilento-e-vallo-di-diano/#comment-4649</guid>
					<description>[...] Polla è un bellissimo e antico borgo con resti di grotte dell&#8217;età del ferro, posto in posizione strategica rispetto al Vallo di Diano. Diviso in due dal fiume Tanagro, che lo percorre per tutta la sua lunghezza, è collegata da vari ponti , di cui uno costruito dai romani, posto al centro del paese, con ancora intatta la sua struttura portante in pietra, con aggiunte di contrafforti in epoca medioevale e successive rimaneggiamenti del 1.700 e ultimi di epoca moderna. Stazione romana lungo la Popilia (Forum Popilii), Polla ha un altitudine decisamente variabile e conta una popolazione di poco più i 5.000 abitanti. Situata nel perimetro del Parco del nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, esattamente all&#8217;incrocio tra le catene degli Alburni e della Maddalena, il suo centro urbano e distribuito tra due zone pedemontane, dirimpettaie, e tra la parte centrale in pianura, lungo il corso del Tanagro. Polla conserva i ruderi del Masuoleo di Caio Uziano e nei suoi pressi si trova la Grotta neolitica dell&#8217;Angelo (nel comune di Pertosa), nella quale è stato reperito interessante materiale dell&#8217;età del bronzo e del ferro. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Polla è un bellissimo e antico borgo con resti di grotte dell&#8217;età del ferro, posto in posizione strategica rispetto al Vallo di Diano. Diviso in due dal fiume Tanagro, che lo percorre per tutta la sua lunghezza, è collegata da vari ponti , di cui uno costruito dai romani, posto al centro del paese, con ancora intatta la sua struttura portante in pietra, con aggiunte di contrafforti in epoca medioevale e successive rimaneggiamenti del 1.700 e ultimi di epoca moderna. Stazione romana lungo la Popilia (Forum Popilii), Polla ha un altitudine decisamente variabile e conta una popolazione di poco più i 5.000 abitanti. Situata nel perimetro del Parco del nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, esattamente all&#8217;incrocio tra le catene degli Alburni e della Maddalena, il suo centro urbano e distribuito tra due zone pedemontane, dirimpettaie, e tra la parte centrale in pianura, lungo il corso del Tanagro. Polla conserva i ruderi del Masuoleo di Caio Uziano e nei suoi pressi si trova la Grotta neolitica dell&#8217;Angelo (nel comune di Pertosa), nella quale è stato reperito interessante materiale dell&#8217;età del bronzo e del ferro. [&#8230;]
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Avellino di Mirabella Eclano</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/avellino/#comment-361</link>
		<pubDate>Wed, 30 May 2007 06:56:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/avellino/#comment-361</guid>
					<description>[...] Mirabello Eclano, in provincia di Avellino, è nota fin dall&#8217;antichità con il nome di Aeclanum, oggi centro agricolo, commerciale e industriale della Valle del Calore, sotto il passo di Mirabella, si ingradì quando, nel V secolo, fu attraversata dalla via Appia, diventando un importante centro commerciale, città Sannita e poi luogo fortificato dei romani, che è stata la più importante dell&#8217;Irpinia. Saccheggiata e devastata più volte, risorge col nome di Acquaputrida, per la presenza delle sorgenti solfuree nelle sue vicnanze, ma decade ancora e va in rovina. Nello stesso luogo sorgerà poi l&#8217;attuale Mirabella, centro di contea appartenuta a varie signorie. Nelle vicinanze della città, sono apparse tombe del periodo eneolitico ricche di materiale. Da visitare oltre alla Terme e il Mercato, alcune abitazioni e qualche tratto dell&#8217;antica Aeclanum, oltre a varie chiese di ottima qualità storica. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Mirabello Eclano, in provincia di Avellino, è nota fin dall&#8217;antichità con il nome di Aeclanum, oggi centro agricolo, commerciale e industriale della Valle del Calore, sotto il passo di Mirabella, si ingradì quando, nel V secolo, fu attraversata dalla via Appia, diventando un importante centro commerciale, città Sannita e poi luogo fortificato dei romani, che è stata la più importante dell&#8217;Irpinia. Saccheggiata e devastata più volte, risorge col nome di Acquaputrida, per la presenza delle sorgenti solfuree nelle sue vicnanze, ma decade ancora e va in rovina. Nello stesso luogo sorgerà poi l&#8217;attuale Mirabella, centro di contea appartenuta a varie signorie. Nelle vicinanze della città, sono apparse tombe del periodo eneolitico ricche di materiale. Da visitare oltre alla Terme e il Mercato, alcune abitazioni e qualche tratto dell&#8217;antica Aeclanum, oltre a varie chiese di ottima qualità storica. [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Salerno di Il legno e l&#8217;arte dell&#8217;impagliatore</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/salerno/#comment-332</link>
		<pubDate>Thu, 24 May 2007 15:15:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/salerno/#comment-332</guid>
					<description>[...] Il legno, materia prima di elevato pregio e di grande utilizzo, ha visto nascere molti specilisti, che sono stati in grado di manipolarlo e trasformarlo grazie alla sua semplicità nell&#8217;essere lavorato. Tra questi spicca la figura dell&#8217;impagliatore o detto in dialetto napoletano, o &#8216;mpagliasegge&#8217;, un artigiano che costruisce e ripara le sedie fabbricate esclusivamente con legno e paglia. E&#8217; un lavoro faticoso quello dell&#8217;impagliatore, che trascorre ore ed ore ad intrecciare fuscelli e molto spesso a costruire l&#8217;intera sedia, unendo piolo e asticelle, pur non essendo un falegname. Una volta costruito il telaio della sedia, l&#8217;impagliatore annoda magistralmente i singoli fili di paglia che andranno a costituire la corda di cui si compone poi il sedile. L&#8217;originalità di questa arte è tutta nel semplice impiego della gestualità delle mani e nell&#8217;abilità dell&#8217;artigiano di scegliere i fili di paglia da utilizzare ed intrecciarli. E&#8217; tradizione tuttora esistente e vitale nel territorio dell&#8217;Agro-nocerino-sarnese in provincia di Salerno o meglio nella Valle del Sarno e, in particolare modo, in alcuni rioni di Pagani, dove alcune bottteghe di impagliatori sopravvivono ancora, anche grazie alla rilanciata moda della paglia impiegata nell&#8217;arrredamento. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il legno, materia prima di elevato pregio e di grande utilizzo, ha visto nascere molti specilisti, che sono stati in grado di manipolarlo e trasformarlo grazie alla sua semplicità nell&#8217;essere lavorato. Tra questi spicca la figura dell&#8217;impagliatore o detto in dialetto napoletano, o &#8216;mpagliasegge&#8217;, un artigiano che costruisce e ripara le sedie fabbricate esclusivamente con legno e paglia. E&#8217; un lavoro faticoso quello dell&#8217;impagliatore, che trascorre ore ed ore ad intrecciare fuscelli e molto spesso a costruire l&#8217;intera sedia, unendo piolo e asticelle, pur non essendo un falegname. Una volta costruito il telaio della sedia, l&#8217;impagliatore annoda magistralmente i singoli fili di paglia che andranno a costituire la corda di cui si compone poi il sedile. L&#8217;originalità di questa arte è tutta nel semplice impiego della gestualità delle mani e nell&#8217;abilità dell&#8217;artigiano di scegliere i fili di paglia da utilizzare ed intrecciarli. E&#8217; tradizione tuttora esistente e vitale nel territorio dell&#8217;Agro-nocerino-sarnese in provincia di Salerno o meglio nella Valle del Sarno e, in particolare modo, in alcuni rioni di Pagani, dove alcune bottteghe di impagliatori sopravvivono ancora, anche grazie alla rilanciata moda della paglia impiegata nell&#8217;arrredamento. [&#8230;]
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				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Avellino di Mercogliano</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/avellino/#comment-321</link>
		<pubDate>Wed, 23 May 2007 07:46:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/avellino/#comment-321</guid>
					<description>[...] Mercogliano è cittadina di origine medioevale, facente parte alla contea di Avellino, il primo documento che attesta la sua esistenza risale al XI secolo. Per un lungo periodo ebbe come signore Ruggiero dell&#8217;Aquila, successivamente, Federico II donò il feudo all&#8217;Abbazia di Montevergine. La storia di Mercogliano è identica a quella di tutti i feudi dell&#8217;Italia meridionale, fu amministarata da feudatari laici e religiosi, nel secolo XVI, le rendite feudali vennero gesite dalla S. Casa dell&#8217;Annunziata di Napoli fino alla eversione della feudalità nel 1806. Oggi centro di soggiorno estivo, conserva un centro storico tipicamente medioevale, detto Capostello, con stretti vicoli, il castello e antica mura, da qui una una funicolare porta in 7 minuti al Santuario di Montevergine, sotto l&#8217; omonima vetta montuosa, raggiungibile anche a piedi, da cui si vede il Golfo di Napoli. Il Santuario, eretto da S.Guglielmo di Vercelli e consacrato nel 1124, è il primo dell&#8217;ordine Verginiano ed è da secoli oggetto di devozione del popolo Campano ed in particolare di quello Napoletano, che chiamano la Madonna di Montevergine &#8220;Mamma schiavona&#8220;, la più brutta, divenuta poi la più miracolosa, delle sei vergini della devozione mariana in Campania, quella di Pompei (vergine del Rosario), di Mugnano, di Santa Filomena, del Carmine e dei Bagni. Il santuario è costituito da una serie di edifici di epoche diverse, ultima la Chiesa Nuova, che ha inglobato le strutture cadenti dei quella vecchia, il suo interno è ricco di statue, dipinti, altari, un coro, bassorilievi, baldacchini e monumenti funebri di età romana. Altro monumento di importanza storica, è il Palazzo Abbaziale di Loreto, così chiamato per essere stato costruito sul luogo dove, in età pagana, esisteva un bosco di lauro, albero sacro ad Apollo, antica residenza degli abati, conserva al suo interno, una farmacia con una collezione di vasi di maiolica, l&#8217;archivio con oltre 700 pergamene e la bibblioteca con 150.000 volumi, attualmente aperto al pubblico. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Mercogliano è cittadina di origine medioevale, facente parte alla contea di Avellino, il primo documento che attesta la sua esistenza risale al XI secolo. Per un lungo periodo ebbe come signore Ruggiero dell&#8217;Aquila, successivamente, Federico II donò il feudo all&#8217;Abbazia di Montevergine. La storia di Mercogliano è identica a quella di tutti i feudi dell&#8217;Italia meridionale, fu amministarata da feudatari laici e religiosi, nel secolo XVI, le rendite feudali vennero gesite dalla S. Casa dell&#8217;Annunziata di Napoli fino alla eversione della feudalità nel 1806. Oggi centro di soggiorno estivo, conserva un centro storico tipicamente medioevale, detto Capostello, con stretti vicoli, il castello e antica mura, da qui una una funicolare porta in 7 minuti al Santuario di Montevergine, sotto l&#8217; omonima vetta montuosa, raggiungibile anche a piedi, da cui si vede il Golfo di Napoli. Il Santuario, eretto da S.Guglielmo di Vercelli e consacrato nel 1124, è il primo dell&#8217;ordine Verginiano ed è da secoli oggetto di devozione del popolo Campano ed in particolare di quello Napoletano, che chiamano la Madonna di Montevergine &#8220;Mamma schiavona&#8220;, la più brutta, divenuta poi la più miracolosa, delle sei vergini della devozione mariana in Campania, quella di Pompei (vergine del Rosario), di Mugnano, di Santa Filomena, del Carmine e dei Bagni. Il santuario è costituito da una serie di edifici di epoche diverse, ultima la Chiesa Nuova, che ha inglobato le strutture cadenti dei quella vecchia, il suo interno è ricco di statue, dipinti, altari, un coro, bassorilievi, baldacchini e monumenti funebri di età romana. Altro monumento di importanza storica, è il Palazzo Abbaziale di Loreto, così chiamato per essere stato costruito sul luogo dove, in età pagana, esisteva un bosco di lauro, albero sacro ad Apollo, antica residenza degli abati, conserva al suo interno, una farmacia con una collezione di vasi di maiolica, l&#8217;archivio con oltre 700 pergamene e la bibblioteca con 150.000 volumi, attualmente aperto al pubblico. [&#8230;]
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				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Caserta – La Reggia di Caserta e i suoi numeri di Maddaloni</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/arte-e-monumenti/caserta-%e2%80%93-la-reggia-di-caserta-e-i-suoi-numeri/#comment-263</link>
		<pubDate>Mon, 14 May 2007 07:32:23 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Maddaloni, centro in provincia di Caserta, nasce dopo la distruzione dell&#8217;antica città romana di Calatia ad opera dei saraceni nell&#8217;862, i suoi abitanti si trasferirono allora su di una collina dove fondarono Mataluni, vicino ad una chiesa dedicata alla Madonna. Borgo agricolo e industriale, con testimonianze storiche risalenti per lo più al secolo XVIII, è stato abitato da antiche popolazioni italiche, come testimoniano le due necropoli rinvenute, i cui reperti sono conservati nel Museo Civico, pertanto si consiglia di visitare l&#8217;area archeologica di Calatia, dove sono ancora visibili tratte di mura ed interessanti ville. Interessante la chiesa dell&#8217;Annunciata del secolo XVI, restaurata ed ampliata, presenta un Cristo del Mattia Preti e un soffitto dipinto da Giovanni Balducci e una tomba monumentale. Nei dintorni di Maddaloni, è interessante, Valle di Maddaloni, piccolo centro agricolo dominato dai ruderi di una rocca, nei pressi di Ponti della Valle, che Carlo di Borbone fece costruire dal Vanvitelli per farvi passare l&#8217;Acquedotto Carolino che alimenta le cascate della Reggia di Caserta. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Maddaloni, centro in provincia di Caserta, nasce dopo la distruzione dell&#8217;antica città romana di Calatia ad opera dei saraceni nell&#8217;862, i suoi abitanti si trasferirono allora su di una collina dove fondarono Mataluni, vicino ad una chiesa dedicata alla Madonna. Borgo agricolo e industriale, con testimonianze storiche risalenti per lo più al secolo XVIII, è stato abitato da antiche popolazioni italiche, come testimoniano le due necropoli rinvenute, i cui reperti sono conservati nel Museo Civico, pertanto si consiglia di visitare l&#8217;area archeologica di Calatia, dove sono ancora visibili tratte di mura ed interessanti ville. Interessante la chiesa dell&#8217;Annunciata del secolo XVI, restaurata ed ampliata, presenta un Cristo del Mattia Preti e un soffitto dipinto da Giovanni Balducci e una tomba monumentale. Nei dintorni di Maddaloni, è interessante, Valle di Maddaloni, piccolo centro agricolo dominato dai ruderi di una rocca, nei pressi di Ponti della Valle, che Carlo di Borbone fece costruire dal Vanvitelli per farvi passare l&#8217;Acquedotto Carolino che alimenta le cascate della Reggia di Caserta. [&#8230;]
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				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Caserta di Maddaloni</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/caserta/#comment-262</link>
		<pubDate>Mon, 14 May 2007 07:30:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/caserta/#comment-262</guid>
					<description>[...] Maddaloni, centro in provincia di Caserta, nasce dopo la distruzione dell&#8217;antica città romana di Calatia ad opera dei saraceni nell&#8217;862, i suoi abitanti si trasferirono allora su di una collina dove fondarono Mataluni, vicino ad una chiesa dedicata alla Madonna. Borgo agricolo e industriale, con testimonianze storiche risalenti per lo più al secolo XVIII, è stato abitato da antiche popolazioni italiche, come testimoniano le due necropoli rinvenute, i cui reperti sono conservati nel Museo Civico, pertanto si consiglia di visitare l&#8217;area archeologica di Calatia, dove sono ancora visibili tratte di mura ed interessanti ville. Interessante la chiesa dell&#8217;Annunciata del secolo XVI, restaurata ed ampliata, presenta un Cristo del Mattia Preti e un soffitto dipinto da Giovanni Balducci e una tomba monumentale. Nei dintorni di maddaloni, è interessante, Valle di Maddaloni, piccolo centro agricolo dominato dai ruderi di una rocca, nei pressi di Ponti della Valle, che Carlo di Borbone fece costruire dal Vanvitelli per farvi passare l&#8217;Acquedotto Carolino che alimenta le cascate della Reggia di Caserta. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Maddaloni, centro in provincia di Caserta, nasce dopo la distruzione dell&#8217;antica città romana di Calatia ad opera dei saraceni nell&#8217;862, i suoi abitanti si trasferirono allora su di una collina dove fondarono Mataluni, vicino ad una chiesa dedicata alla Madonna. Borgo agricolo e industriale, con testimonianze storiche risalenti per lo più al secolo XVIII, è stato abitato da antiche popolazioni italiche, come testimoniano le due necropoli rinvenute, i cui reperti sono conservati nel Museo Civico, pertanto si consiglia di visitare l&#8217;area archeologica di Calatia, dove sono ancora visibili tratte di mura ed interessanti ville. Interessante la chiesa dell&#8217;Annunciata del secolo XVI, restaurata ed ampliata, presenta un Cristo del Mattia Preti e un soffitto dipinto da Giovanni Balducci e una tomba monumentale. Nei dintorni di maddaloni, è interessante, Valle di Maddaloni, piccolo centro agricolo dominato dai ruderi di una rocca, nei pressi di Ponti della Valle, che Carlo di Borbone fece costruire dal Vanvitelli per farvi passare l&#8217;Acquedotto Carolino che alimenta le cascate della Reggia di Caserta. [&#8230;]
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				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Benevento di Parco regionale del Taburno e di Camposauro</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/benevento/#comment-221</link>
		<pubDate>Mon, 07 May 2007 10:14:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/benevento/#comment-221</guid>
					<description>[...] Il Parco Regionale del Taburno e di Camposauro, costituiscono un massiccio calcareo isolato dell&#8217;Appenino Campano, incluso nella provincia di Benevento. I due rilievi sono separati dalla depressione tettonica della Piana di Prata, che restituisce al complesso una caratteristica conformazione, denominta per questo &#8220;la dormiente&#8221;. Il terriorio, aspro, presenta evidenti fenomeni carsici, come grotte e doline, blocchi calacarei e ripide pareti, solcate da profondi canaloni. Biotipo importante è la foresta Demaniale del Taburno, oltre i 1.100 metri di quota, costituita da Abete bianco, di impianto artificiale, e da Faggio. Nel parco nidificano diverse specie di uccelli rapaci, come la Poiana e il Gheppio, ma si possono individuare anche il Corvo Imperiale, il Picchio rosso maggiore e il Cuculo. Il parco ha una estensione di 13.683 ha e interessa 14 comuni tutti nella provincia di Benevento. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Il Parco Regionale del Taburno e di Camposauro, costituiscono un massiccio calcareo isolato dell&#8217;Appenino Campano, incluso nella provincia di Benevento. I due rilievi sono separati dalla depressione tettonica della Piana di Prata, che restituisce al complesso una caratteristica conformazione, denominta per questo &#8220;la dormiente&#8221;. Il terriorio, aspro, presenta evidenti fenomeni carsici, come grotte e doline, blocchi calacarei e ripide pareti, solcate da profondi canaloni. Biotipo importante è la foresta Demaniale del Taburno, oltre i 1.100 metri di quota, costituita da Abete bianco, di impianto artificiale, e da Faggio. Nel parco nidificano diverse specie di uccelli rapaci, come la Poiana e il Gheppio, ma si possono individuare anche il Corvo Imperiale, il Picchio rosso maggiore e il Cuculo. Il parco ha una estensione di 13.683 ha e interessa 14 comuni tutti nella provincia di Benevento. [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Caserta di Dragoni</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/caserta/#comment-130</link>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 09:48:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/caserta/#comment-130</guid>
					<description>[...] Dragoni, centro con caratteristiche miste di montagna e di colina, che si estende fino al fiume Volturno in provincia di Caserta, il comune è caratterizzato da diverse frazioni: San Giorgio, Pantano, Trivolischi, Aschettini, San Marco e Maiorano di Monte. Il nome della città, attestato per la prima volta in uno storico documento nell&#8217;anno 812, deriva da una leggenda legata ad un enorme drago, oggi simbolo dello stemma civico del paese, che fu ucciso da San Michele Arcangelo per salvare una fanciulla offerta in sacrificio all&#8217;animale. Invece la tradizione vuole che il nome derivi dai numerosi serpenti che un tempo popolavano la zona e che un uomo esorcizzò perdendo la propia vita. Da visitare il Castello Medioevale, detto Palazzo di Pilato, situato sulla sommità di un monte conico da dove domina il paese sottostante. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Dragoni, centro con caratteristiche miste di montagna e di colina, che si estende fino al fiume Volturno in provincia di Caserta, il comune è caratterizzato da diverse frazioni: San Giorgio, Pantano, Trivolischi, Aschettini, San Marco e Maiorano di Monte. Il nome della città, attestato per la prima volta in uno storico documento nell&#8217;anno 812, deriva da una leggenda legata ad un enorme drago, oggi simbolo dello stemma civico del paese, che fu ucciso da San Michele Arcangelo per salvare una fanciulla offerta in sacrificio all&#8217;animale. Invece la tradizione vuole che il nome derivi dai numerosi serpenti che un tempo popolavano la zona e che un uomo esorcizzò perdendo la propia vita. Da visitare il Castello Medioevale, detto Palazzo di Pilato, situato sulla sommità di un monte conico da dove domina il paese sottostante. [&#8230;]
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Torre Annunziata Expomare 2007 dal 4 al 7 Maggio di campania forever</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/eventi-e-spettacoli/torre-annunziata-expomare-2007-dal-4-al-7-maggio/#comment-121</link>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 19:53:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/eventi-e-spettacoli/torre-annunziata-expomare-2007-dal-4-al-7-maggio/#comment-121</guid>
					<description>Complimenti finalmente un bel blog dedicato alla campania!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti finalmente un bel blog dedicato alla campania!!
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>Commenti su Torre Annunziata di Torre Annunziata Expomare 2007 dal 4 al 7 Maggio</title>
		<link>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/torre-annunziata/#comment-108</link>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 16:31:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://blog.positanonelweb.net/i-luoghi-della-campania/torre-annunziata/#comment-108</guid>
					<description>[...] L’evento, in programma dal 4 al 7 maggio 2007 a Torre Annunziata, è organizzato dall’associazione &#8220;Nautilus Oplonti&#8221;, in collaborazione con il &#8220;centro di rimessaggio baia Rovigliano&#8221;, società del polo nautico torrese, e si avvale del supporto tecnico della guardia costiera, oltre che della partecipazione di &#8220;marina di stabia&#8221;, consorzio di associazioni oplontis onlus, operatori commerciali e del turismo nautico, circoli nautici e società di ormeggio del territorio. La location è il molo di ponente del porto di Torre Annunziata, adiacente alla darsena dei pescatori. È una mostra mercato, unica ed innovativa della nautica da diporto. Si volgerà su una superficie espositiva di 2.500 mq a terra e di 3.500 mq in mare. Prevede l’esposizione, per la vendita, di ben 150 modelli diversi di imbarcazioni, a vela e a motore, soprattutto usate, provenienti da porti, cantieri e privati. L’esposizione sarà accompagnata dall’allestimento di stand dedicati a tutti i diversi settori della nautica: dagli accessori per le barche agli equipaggiamenti per gli sport acquatici, dall’arredamento di interni per le imbarcazioni alla strumentazione elettronica, dalle agenzie marittime alle società di manutenzione, riparazione e demolizione di barche, dalle società di noleggio ai centri di rimessaggio. Sono previsti, inoltre, stand riservati a porti turistici, darsene e servizi portuali, agenzie turistiche, scuole di vela, nonché ad artigiani e maestri d’ascia. La manifestazione, spiega Carmine Carotenuto, presidente della società &#8220;centro rimessaggio baia di Rovigliano&#8221; nasce dopo una serie si sperimentazioni fatte sul territorio negli ultimi due anni. Appuntamenti a cui è stata riscontrata una grande partecipazione dagli operatori del settore a livello nazionale. Ora dunque siamo pronti per presentare un evento unico nel suo genere, con appuntamento centrale la mostra mercato dell’usato, per permettere anche al cittadino medio di poter acquistare una barca. Il messaggio che intendiamo trasmettere è quello di un mare accessibile a tutti&#8221;. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] L’evento, in programma dal 4 al 7 maggio 2007 a Torre Annunziata, è organizzato dall’associazione &#8220;Nautilus Oplonti&#8221;, in collaborazione con il &#8220;centro di rimessaggio baia Rovigliano&#8221;, società del polo nautico torrese, e si avvale del supporto tecnico della guardia costiera, oltre che della partecipazione di &#8220;marina di stabia&#8221;, consorzio di associazioni oplontis onlus, operatori commerciali e del turismo nautico, circoli nautici e società di ormeggio del territorio. La location è il molo di ponente del porto di Torre Annunziata, adiacente alla darsena dei pescatori. È una mostra mercato, unica ed innovativa della nautica da diporto. Si volgerà su una superficie espositiva di 2.500 mq a terra e di 3.500 mq in mare. Prevede l’esposizione, per la vendita, di ben 150 modelli diversi di imbarcazioni, a vela e a motore, soprattutto usate, provenienti da porti, cantieri e privati. L’esposizione sarà accompagnata dall’allestimento di stand dedicati a tutti i diversi settori della nautica: dagli accessori per le barche agli equipaggiamenti per gli sport acquatici, dall’arredamento di interni per le imbarcazioni alla strumentazione elettronica, dalle agenzie marittime alle società di manutenzione, riparazione e demolizione di barche, dalle società di noleggio ai centri di rimessaggio. Sono previsti, inoltre, stand riservati a porti turistici, darsene e servizi portuali, agenzie turistiche, scuole di vela, nonché ad artigiani e maestri d’ascia. La manifestazione, spiega Carmine Carotenuto, presidente della società &#8220;centro rimessaggio baia di Rovigliano&#8221; nasce dopo una serie si sperimentazioni fatte sul territorio negli ultimi due anni. Appuntamenti a cui è stata riscontrata una grande partecipazione dagli operatori del settore a livello nazionale. Ora dunque siamo pronti per presentare un evento unico nel suo genere, con appuntamento centrale la mostra mercato dell’usato, per permettere anche al cittadino medio di poter acquistare una barca. Il messaggio che intendiamo trasmettere è quello di un mare accessibile a tutti&#8221;. [&#8230;]
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