Archivio delle categorieI luoghi della Campania
I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 03 Feb 2007
Portici - Palazzo Reale
Si narra che durante una fortissimo temporale nell’anno 1737, il re Carlo e la sua consorte la regina Maria Amalia, dovettero fermarsi a Portici; per la incantevole vista, e per la natura esistente nella cittadina, i reali rimasero così incantati del luogo, che al re venne in mente di costruirvi una residenza, nacque così la Reggia di Portici come residenza estiva dei Borbone, divenuta poi residenza reale. I lavori furono affidati ai migliori architetti dell’epoca nell’ambito del Regno, dal Medrano al Antonio Canevari, dal Fuga al Vanvitelli. Il re Carlo, dopo aver acquistato le ville adiacenti appartenenti ad altri nobili napoletani, pensò bene di espandere i possedimenti verso il mare, acquistando anche i boschi circostanti, inglobando in un tutto uno con la reggia. La credenza vuole che la reggia fu costruita in virtù delle strutture nobili del luogo, ma da un attenta valutazione dei vecchi progetti, si scopre in realtà che la Reggia fu fatta non tanto per motivazioni architettoniche quanto piuttosto per motivazioni di carattere politico e sociale, cercando di far costruire una nuova tipologia di struttura che desse l’impressione al popolo, che il re era uno di loro, quindi parte del popolo (ndr Barbera). Successivamente alle favolose scoperte archeologiche di Ercolano , la reggia divenne anche Museo Ercolanese, ove furono raccolte tutte le meraviglie estratte dagli scavi, diventando così meta di turisti aristocratici da tutto il mondo. Non potendo ospitare all’interno della reggia, tutta la corte napoletana, quest’ultima pensò bene, per stare vicino al re, ad acquistare possedimenti intorno al palazzo reale, costruendovi maestose ville nobiliari, facendo nascere così il fantastico territorio, conosciuto oggi come l’area delle “Ville Vesuviane”. Il palazzo, con la sua stupenda facciata, ha spaziose terrazze divise da un cortile attraversato dalla “Regia Strada delle Calabrie”. Al suo interno si possono ammirare antiche statue provenienti dalla vicina Ercolano, e molte stanze i cui pavimenti, sono stati realizzati con i mosaici provenienti dagli scavi archeologici di tutta l’area vesuviana. Tra le opere più belle che si possono ammirare all’interno, è il salotto della regina, realizzato in una finissima “porcellana”, a testimonianza della perfezione dell’artigianato napoletano raggiunto in questa arte dalle fabbriche Reali di Capodimonte. Come per la Reggia di Caserta e quello di Capodimonte, il giardino della Reggia di Portici, è in puro stile inglese, che con dolci e lunghi vialetti, degradano verso il Golfo di Napoli. Con all’interno spazi, realizzati per lo svago e il divertimento dell’epoca, alcuni ancora esistenti, come quella adibita alle esercitazioni militari, altri non più esistenti, come lo spazio adibito al gioco della palla, simile al gioco della “pelota Spagnola”, o allo zoo di animali esotici.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 02 Feb 2007
Torre Annunziata
Città marittima, fu così chiamata perché, nel medioevo, dopo la distruzione da parte del Vesuvio nell’eruzione del 79 d.C., Guglielmo di Nocera e altri eressero, una cappella sotto il titolo della Vergine Annunziata, oggi Santuario di Maria SS. Della Neve, con il relativo ospedale e il gran cancelliere del regno Ugone da Alagno, ai tempi di re Alfonso d’Aragona, vi costruì una torre per difesa contro le incursioni dei Barbareschi, ecco del perchè del nome di Torre Annunziata. Successivamente nel 1758, fu costruita una fabbrica d’armi, da Carlo di Borbone, che acquistò grande risonanza. Nel suo territorio, che la Tabula Peutingeriana indica con il sito di Oplonti, è stata portata alla luce una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana (I secolo a.C.) presumibilmente appartenuta alla Gens Poppea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani. In particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce altra imponente costruzione rustica d’epoca romana tra le cui mura sono stati rinvenuti gioelli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa . L’Unesco ha designato il sito archeologico di Oplonti, situato nel comune di Torre Annunziata, come Patrimonio dell’umanità. Oggi è un centro industriale, commerciale, porto peschereccio e stazione termale, con acque salso-alcaline fredde, che sgorgano numerosi dai terreni vulcanici, impiegate nella cura dei reumatismi e malattie del ricambio, oltre ad essere base per le escursioni sul Vesuvio.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 30 Gen 2007
Meta (di Sorrento)
Meta di Sorrento fu creato come territorio dai Borboni, quando costruirono la strada che collega Castellammare di Stabia con Sorrento, era il primo territorio che si incontrava andando verso Sorrento, infatti era detto il primo del Piano, territorio che già in epoca romana era chiamato “Planities” che si incontrava venendo via terra.. L’origine del nome di Meta è dubbia, potrebbe derivare dal latino meta, che significa mucchio, cumulo ed assumere quindi il significato di altura. Il termine latino meta inoltre, può assumere anche il significato di limite, quindi confine (della pianura Sorrentina, in questo caso). Il nome potrebbe però anche derivare dal termine “meta“, con il significato di “punto di arrivo” infatti qui giungeva a destinazione la strada romana che partiva da Vico Equense e oltrepassava la montagna (Punta Scutari). Alcuni ipotizzano inoltre che il termine possa derivare da un vocabolo longobardo che identifica i beni portati alla sposa, la cosiddetta dote. Posizionata sul margine di una terrazza tufacea, oggi è località di villeggiatura e balneare, con le belle spiagge di Marina di Meta e di Alimuri. Nel centro storico notevole è la basilica paleocristiana di Santa Maria del Lauro nata sulle rovine di un antico tempio dedicato a Minerva, i palazzotti dei “Capitani di lungo corso” e degli “Armatori”, infatti Meta aveva una forte vocazione marinara, risalente al periodo borbonico: finché ci furono le navi a vela, Meta restò ai primi posti per tonnellaggio tra i comuni italiani.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 29 Gen 2007
Vico Equense
Vico Equense è l’antica Aequana, terra di origine non distante da Sorrento, di un antico guerriero di nome Murrano, citato nel I secolo d. C. Silio Italico nel poema “Punica”, narrando la sua morte nella battaglia del Trasimeno del 217 a. C.. Distrutta dai Goti fu rifondata da Carlo II d’Angiò, e le sue memorie sono ancora conservate nell’Antiquarium e dove oggi sono esposti anche ricchi reperti archeologici del secolo VII e V a.C. provenienti da una necropoli. Oggi, con il clima favorevole e la sua centralità rispetto ai più importanti siti culturali e turistici della Campania, è stazione balneare e di soggiorno, rimanendo famosa per le stazioni termali dello Scrajo, luogo ricco di sorgenti sulfuree dalle qualità terapeutiche, e per la “pizza a metro”, conserva numerose testimonianze del passato: la Chiesa dell’Assunta, l’unica chiesa gotica della Penisola Sorrentina, Castello Giusto, fondato dagli Angioni e rimaneggiato tra il 1600 e il 1800. Da questa località sono facilmente raggiungibili sia il mare (marina di Aequa, con complessi turistici e balneari, che si conclude con la spiaggia detta delle “Calcare”.e della Marina di Vico con spiagge frequentatissime alle quali si legano incantevoli segmenti di costa), che la montagna (monte Faito) attraverso una strada tortuosa e seguendo le pendici sinuose dei Monti Lattari, quest’ultima anche tramite funivia sita nella vicina Castellammare di Stabia. Il comune basa la propria economia sul turismo e sull’attività casearia.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 24 Gen 2007
Castellammare di Stabia
Castellammare di Stabia sorge ai piedi della città romana di Stabia, conservando poco dell’antica città, fu prima città greca, sannita, etrusca e poi romana, famosa in epoca imperiale per le acque curative, fu distrutta, con le vicine Ercolano e Pompei dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Scavi recenti hanno recuperato parte della città e alcune ville, visitabili, Villa Arianna e Villa San Marco dove si possono vedere sia i vari ambienti romani che i notevoli affreschi. La città, secondo molte persone prende il nome da un antico castello, probabilmente del IX secolo, che da un’altura di circa 100 metri si affaccia sul golfo di Napoli. Il castello fu restaurato durante il regno di Federico II di Svevia e poi ampliato da Carlo I d’Angiò, e per questo motivo gli fu attribuito l’erronea denominazione di “Castello Angioino“. Oggi il castello è proprietà privata e puo’ essere ammirato esclusivamente dall’esterno. Altri sostengono che la denominazione “Castellammare” derivi dall’antica presenza di una fortezza eretta in località Pozzano, sulla spiaggia, per difendere l’antica cittadina da eventuali attacchi provenienti dalla penisola sorrentina e chiamata Torre di Portocarello, conosciuta dai più, erroneamente, con il nome di Torre Alfonsina che invece sorgeva nei pressi dell’attuale Fontana Grande. Oggi Castellammare di Stabia, è un fiorente centro industriale, per la presenza dei cantieri navali, commerciale e importante centro termale e per questo motivo che Castellammare di Stabia viene chiamata la “città delle acque” per il suo patrimonio idrologico costituito da ben 28 sorgenti di acque minerali differenti, divise tra cloruro-sodiche sulfuree (isotoniche, ipotoniche o ipertoniche), ferruginoso-carboniche e bicarbonato-calciche. Per sfruttare le proprietà di queste acque sono stati creati due stabilimenti termali: le Antiche Terme e le Nuove Terme Stabbiane. Il materiale archeologico è conservato nell’Antiquarium Stabbiano, con reperti dell’età del ferro e delle ville romane
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 23 Gen 2007
Torre del Greco
Torre del Greco oggi è un centro industriale e balneare, con porto e peschereccio e turistico. Ebbe nome da una Turris Octavia, di epoca romana, torre, che secondo un’ipotesi assai affascinante, sarebbe stata la più importante del golfo di Napoli e avrebbe consentito a Tiberio, allora residente a Capri, di comunicare con la terraferma, mentre la parola “greco” si riferirebbe, alla produzione del “greco di tufo“, un vino tipico della zona detto appunto “Greco”. La cittadina è incastonata tra le pendici del Vesuvio e il golfo di Napoli, in epoca romana, come testimoniano numerosi reperti archeologici, costituiva probabilmente il sobborgo ricco di Ercolano, il territorio, come quelli di Ercolano, Pompei, Stabia e Oplonti, venne sconvolto dalla devastante eruzione del 79 d.C., che rimodellò l’intero suolo e respinse il mare per oltre 500 metri. La città, più volte contesa tra popoli invasori e dalla violenza del Vesuvio, conserva poche tracce dell’antico centro di villeggiatura romana. L’amenità del luogo e la posizione strategica, al centro del golfo di Napoli, avevano da sempre favorito l’insediamento umano. Certamente in origine i Greci, poi i Romani e nel tempo tutte le popolazioni che ebbero potere e governo nel golfo, si fermarono a Torre del Greco, dove edificarono le loro ville. Tra il 1700 e il 1800, come fu per Portici, anche Torre del Greco fece parte del famoso tratto di strada definito “Il Miglio d’Oro”, vi furono edificate alcune delle più belle ville signorili dell’area vesuviana, tra le quali villa Vallelonga, dei primi del Settecento, villa del Cardinale, con un bel salone con affreschi del ‘700, villa Ferrigni, detta “delle Ginestre”, dove soggiornò Giacomo Leopardi, villa Prota, una delle più interessanti ville vesuviane, e la villa Macrina. Oggi Torre del Greco è nota per la lavorazione di coralli, madreperla e tartaruga e nel Museo del Corallo, presso l’Istituto statale d’Arte, si possono ammirare le splendide incisioni su pietre dure e manufatti di corallo.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 20 Gen 2007
Portici
Mentre uscivo dal museo delle pitture antiche a Portici, ho incontrato tre ufficiali inglesi che vi entravano. Sono partito al galoppo per Napoli, ma prima di arrivare al ponte della Maddalena, sono stato raggiunto dai tre inglesi i quali, la sera, mi hanno detto che quei quadri erano tra le cose più straordinarie dell’universo.
Stendal, 1817.
Portici, situata alle falde del Vesuvio in un territorio estremamente fertile e dal clima mite si affaccia sul golfo di Napoli. Luogo di villeggiatura in età romana la prima notizia storica certa di questo casale di Napoli è del 728 d.C., ma l’insediamento acquistò una certa importanza solo nel Medioevo. La città appartenne nei secoli a vari signori, tra cui si ricordano i Carafa ed i Migliano. Gravemente danneggiata dall’eruzione del Vesuvio del 1631, è nota per il Palazzo Reale fatto costruire da Carlo di Borbone nella prima metà del secolo XVIII, progettato come dimora estiva del re, assunse in breve una duplice destinazione: residenza reale e sede del Museo Ercolanese (dove erano conservati reperti archeologici degli scavi di Ercolano). Dal 1873 nel Palazzo Reale ha sede la Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli. A Portici ha inoltre sede il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, che trae il nome dalla prima locomotiva a vapore realizzata in Italia, messa in funzione nel 1845 sulla prima linea ferroviaria dell’Europa continentale e d’Italia, la Napoli-Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839 e lunga 7.411 metri e che fu percorsa per la prima volta in 11 minuti. Il museo è situato all’interno dell’ex reale opificio meccanico, fatto costruire da Ferdinando II di Borbone l’anno dopo l’inaugurazione della strada ferrata. Portici fa parte del famoso tratto di strada definito “Il Miglio d’Oro”, che fino a Torre Annunziata, è fiancheggiata da ville stupende, fatte costruire dall’aristocrazia napoletana a partire dal 1700 per imitare il re Carlo di Borbone, che si era fatto edificare il magnifico Palazzo Reale. Per curiosità, Portici è il posto che ha la più alta densità abitativa del mondo, con circa 15.000 abitanti per km². Da tener conto inoltre che più di un chilometro quadrato del comune è formato dal “Bosco di Portici“, chiaramente non abitato, e che in sostanza la popolazione è residente su meno di 3 km².
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 18 Gen 2007
Costiera Amalfitana
La bellezza incomparabile della Costiera Amalfitana ha incantato viaggiatori di ogni angolo della terra. Le terrazze di un verde rigoglioso, sospese sul mare scintillante, il patrimonio d’arte e le architetture caratteristiche ne fanno uno dei luoghi più celebri del mondo: selvaggia, ardita e romantica, la Costiera Amalfitana è una meta obbligatoria nel corso di un viaggio in Italia. Dal punto di vista geografico la “costa delle Sirene” costituisce il versante meridionale della Penisola Sorrentina, che chiude a nord il golfo di Salerno. Il paesaggio è caratterizzato da possenti scogliere che sprofondano nel mare, ricco di baie e insenature come la splendida Grotta dello Smeraldo a Conca dei Marini e il Fiordo di Furore. Tra pendenze vertiginose , strapiombi e rupi scoscese, vi sono luoghi dove la natura è quasi completamente incontaminata, come l’Oasi di vallone di Porto. I paesini che costellano la “Divina Costiera” sono tutti da esplorare, godendone il mare blu, i panorami stupefacenti, le bellezze artistiche, la vivace vita mondana. Ma anche facendo acquisti nelle caratteristiche boutiques della “moda Positano” e nelle botteghe della ceramica vietrese, o gustando la cucina tradizionale.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 17 Gen 2007
Ercolano
Vengo dall’aver parlato …. Del Vesuvio e della recentissima scoperta dell’antica città di Ercolano. Niente al mondo è più singolare che aver ritrovato un’intera città nel seno della terra.
Charles Brosses, 1739.
Il 24 agosto del 79 d.C., il Vesuvio si risvegliò dopo un lunghissimo sonno, cogliendo di sorpresa le popolazioni dell’area. L’eruzione fu apocalittica: la vita ai piedi del vulcano fu cancellata. Delle città scomparse si perse perfino memoria. Dopo 1700 anni, le cittadine vesuviane tornarono alla luce, offrendo all’umanità i due più importanti centri archeologici del mondo: Ercolano e Pompei. A differenza di Pompei, sepolta da uno strato di lapilli e cenere, Ercolano fu sommersa da una colata di fango e lava spesso finoa 25 metri. Proprio il fango ha preservato i materiali, sigillando il tutto: il legno, le stoffe e i cibi hanno subito una lenta trasformazione, rimanendo però inalterati dentro il loro involucro, quasi pietrificati. Nel 1709 il principe di Elboeuf, facendo scavare un pozzo in una delle sue ville, s’imbatte per caso nelle strutture del Teatro. Re Carlo di Borbone ordinò nel 1738 l’inizio ufficiale degli scavi. La sorpresa più clamorosa fu la maestosa Villa dei Papiri, dalla quale fu estratto il patrimonio di sculture in bronzo e in marmo, oggi in bella mostra al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e la biblioteca di papiri, che con oltre 1800 testi di argomento filosofico, si possono ammirare alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Nel 1927 iniziò lo scavo delle abitazioni e degli edifici pubblici: a nord si raggiunse il Foro, centro della vita economica, sociale e politica, a est la Palestra, a sud le Terme suburbane.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 16 Gen 2007
Massa Lubrense
Immagino che il paradiso terrestre abbia press’a poco l’aspetto del Capo di Sorrento. Davanti alla mia finestra si stende un mare di smeraldo, boschi d’ulivi, d’aranci e di limoni si arrampicano quasi fin sull’uscio di casa. Solo ora comincio a riprendere i sensi davanti a tutta questa grazia di Dio.
Isaak E. Babel, 1961.
Dopo Punta del Capo, dove sul mare si affacciano i ruderi della Villa di Pollio Felice (I° secolo d.C., più noti come i Bagni della Regina Giovanna), si raggiunge Massa Lubrense, frequentata stazione climatica in posizione panoramica. La cittadina è meno universalmente nota di altri centri della Penisola Sorrentina e non direttamente investita dai flussi turistici, per questo mantiene un carattere più appartato e conserva sapori e suggestioni altrove scomparsi, come i vecchi borghi agricoli. Nei pressi si trova Marina della Lobra, borgo marinaro con le case costruite a ridosso della spiaggia del piccolo porto. Intorno a Massa Lubrense ci sono molte località incantevoli, Termini, Nerano, borgo con case e pergolati che scendono verso il mare, la vasta e bellissima Marina del Cantone, Punta Campanella, all’estremità della Penisola con la fantastica veduta di Capri. Nell’antichità questo luogo era sacro, e proprio in questo posto che si crede che sorgeva il tempio greco dedicato alle sirene di cui parlano gli scrittori antichi. Nel tratto finale della Punta, la Torre Faro, eretta nel lontano 1335, segnava l’arrivo dei pirati con il suono di una campana, da cui il nome attuale della punta. In questo posto si scopre il volto più selvaggio e incantato della costiera. Dal centro di Massa Lubrense, si può salire alla frazione di Sant’Agata sui Due Golfi, che con la sua magnifica posizione, si gode una fantastica panoramica sui due golfi, quello di Napoli e di Salerno e raggiungere poi, l’antico eremo carmelitano del secolo XVI chiamato Deserto.
Fonte: Regione Campania. Campania una terra alla luce del sole. Napoli, Electa Napoli - ATI Publics.
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