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Ambiente Sabato Di Martino il 19 Gen 2007 09:42 am

Il Vesuvio

il vesuvio in eruzioneA distanza la montagna sembra inoffensiva, il profilo azzurro del cono maestoso che termina in una densa nube di fumo, come nuvole tempestose che si addensano intorno ai picchi nevosi dei lontani Appennini; ma quando il turista avventuroso vuol avvicinarsi al cratere ardente, e si trascina sulle pendici nere e tormentate, vedrà nelle immense voragini e fenditure tracce di convulsioni possenti.

A.J. O’ Reily, 1884.

Chi dice Vesuvio, dice Campania. “A Muntagna” è il nome con cui i napoletani chiamano il vulcano più famoso del mondo, il simbolo della città, che chiude con la sua forma perfetta il golfo di Napoli. Sul cono maestoso domina un atmosfera inquietante e suggestiva. Un paesaggio tormentato, di bellezza selvaggia, attende l’escursionista, e il panorama dall’alto del vulcano spazia dalla penisola sorrentina a Capo di Posillipo, regalando emozioni indimenticabili, in particolare con le tenui luci dall’alba o con quelle intense del tramonto. Si tratta di un vulcano particolarmente interessante per la sua storia e per la frequenza delle sue eruzioni. Fa parte del sistema montuoso Somma - Vesuvio ed è alto 1281 metri. È situato leggermente all’interno della costa del golfo di Napoli, ad una decina di chilometri ad est del capoluogo campano. Il Vesuvio si stacca nettamente dalla piana su cui sorge. Il circuito della base misura circa 20 chilometri e la vetta è a circa 915 metri sul livello del mare. Quest’ultima misura varia con il tempo, a causa dell’altezza variabile del cono. La sua altezza moderata, e la facilità con la quale si può raggiungere, hanno indotto molti viaggiatori a scalare la montagna; e non pochi hanno registrato la loro esperienza. Ma le eruzioni sono state così frequenti, e il loro impatto sull’aspetto del vulcano così grande, che ogni descrizione è rimasta valida per un periodo limitato di tempo, almeno sinora. Le pendici del Vesuvio e i comprensori circostanti sono oggi fittamente antropizzati e disordinatamente urbanizzati. E come nell’antichità anche oggi si dimentica facilmente che il Vesuvio è un vulcano, noto solo per i vini eccellenti e per la folta vegetazione che ricopriva e ricopre la sommità. Ma divenne improvvisamente celebre con l’eruzione del 79 d.C.. Intere città, tra le quali Pompei ed Ercolano, vennero distrutte. L’ultima eruzione, filmata dagli americani, avvenne nel 1944. Da allora il vulcano dorme e per far fronte ai grandi rischi connessi ad una non impossibile eruzione del Vesuvio è stato redatto un piano nazionale d’emergenza che individua zone a diversa pericolosità e prevede azioni di soccorso, piani di evacuazione eccetera. La Zona rossa (a sua volta suddivisa in 5 zone intercomunali), si estende per circa 200 km e comprende 18 comuni dell’area vesuviana ufficialmente esposta a maggior rischio da eruzione.
Si tratta di un comprensorio dove nel 1999 si stimava abitassero circa 578 mila persone, corrispondenti a oltre 173 mila nuclei familiari, che andrebbero evacuate contemporaneamente in caso di eruzione.

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    Torre del Greco oggi è un centro industriale e balneare, con porto e peschereccio e turistico. Ebbe nome da una Turris Octavia, di epoca romana, torre, che secondo un’ipotesi assai affascinante, sa...
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3 Responses a “Il Vesuvio”

  1. su 20 Gen 2007 a 12:22 1.Portici scritto …

    […] Portici, situata alle falde del Vesuvio in un territorio estremamente fertile e dal clima mite si affaccia sul golfo di Napoli. Luogo di villeggiatura in età romana la prima notizia storica certa di questo casale di Napoli è del 728 d.C., ma l’insediamento acquistò una certa importanza solo nel Medioevo. La città appartenne nei secoli a vari signori, tra cui si ricordano i Carafa ed i Migliano. Gravemente danneggiata dall’eruzione del Vesuvio del 1631, è nota per il Palazzo Reale fatto costruire da Carlo di Borbone nella prima metà del secolo XVIII, progettato come dimora estiva del re, assunse in breve una duplice destinazione: residenza reale e sede del Museo Ercolanese (dove erano conservati reperti archeologici degli scavi di Ercolano). Dal 1873 nel Palazzo Reale ha sede la Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli. A Portici ha inoltre sede il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, che trae il nome dalla prima locomotiva a vapore realizzata in Italia, messa in funzione nel 1845 sulla prima linea ferroviaria dell’Europa continentale e d’Italia, la Napoli-Portici, inaugurata il 3 ottobre 1839 e lunga 7.411 metri e che fu percorsa per la prima volta in 11 minuti. Il museo è situato all’interno dell’ex reale opificio meccanico, fatto costruire da Ferdinando II di Borbone l’anno dopo l’inaugurazione della strada ferrata. Portici fa parte del famoso tratto di strada definito “Il Miglio d’Oro”, che fino a Torre Annunziata, è fiancheggiata da ville stupende, fatte costruire dall’aristocrazia napoletana a partire dal 1700 per imitare il re Carlo di Borbone, che si era fatto edificare il magnifico Palazzo Reale. Per curiosità, Portici è il posto che ha la più alta densità abitativa del mondo, con circa 15.000 abitanti per km². Da tener conto inoltre che più di un chilometro quadrato del comune è formato dal “Bosco di Portici“, chiaramente non abitato, e che in sostanza la popolazione è residente su meno di 3 km². […]

  2. su 02 Feb 2007 a 11:38 2.Torre Annunziata scritto …

    […] Città marittima, fu così chiamata perché, nel medioevo, dopo la distruzione da parte del Vesuvio nell’eruzione del 79 d.C., Guglielmo di Nocera e altri eressero, una cappella sotto il titolo della Vergine Annunziata, oggi Santuario di Maria SS. Della Neve, con il relativo ospedale e il gran cancelliere del regno Ugone da Alagno, ai tempi di re Alfonso d’Aragona, vi costruì una torre per difesa contro le incursioni dei Barbareschi, ecco del perchè del nome di Torre Annunziata. Successivamente nel 1758, fu costruita una fabbrica d’armi, da Carlo di Borbone, che acquistò grande risonanza. Nel suo territorio, che la Tabula Peutingeriana indica con il sito di Oplonti, è stata portata alla luce una delle più ricche e sfarzose ville di epoca romana (I secolo a.C.) presumibilmente appartenuta alla Gens Poppea e forse dimora estiva di ricchi pompeiani. In particolare si crede che tale villa sia appartenuta a Poppea Sabina, seconda moglie di Nerone. In anni più recenti è stata scavata e riportata alla luce altra imponente costruzione rustica d’epoca romana tra le cui mura sono stati rinvenuti gioelli e monili forgiati con ammirevole tecnica orafa . L’Unesco ha designato il sito archeologico di Oplonti, situato nel comune di Torre Annunziata, come Patrimonio dell’umanità. Oggi è un centro industriale, commerciale, porto peschereccio e stazione termale, con acque salso-alcaline fredde, che sgorgano numerosi dai terreni vulcanici, impiegate nella cura dei reumatismi e malattie del ricambio, oltre ad essere base per le escursioni sul Vesuvio. […]

  3. su 08 Feb 2007 a 12:16 3.Napoli e le tappe più importanti della sua storia scritto …

    […] Il Vesuvio con la sua spaventosa eruzione, distruggerà Pompei, Ercolano, Stabia e tutta l’odierna area vesuviana. […]

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