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Monthly ArchiveMaggio 2007



I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 31 Mag 2007

Montesarchio

castello di montesarchioMontesarchio, cittadina della Valle Caudina con attività agricola e industriale, deriva dal latino mons arcis, montagna fortificata, infatti la cittadina sorge un promontorio, utilizzato nell’antichità, come luogo di difesa dalle incursioni nemiche. E’ presumibile che la stessa antica città sannitica famosa per l’episodio delle Forche Caudine, dove i romani nel 321 a.C. furono sconfitti dai sanniti, Caudium, sorgesse sullo stesso promontorio. Fortificazione fatta dal longobardo Arcolo, vassallo del principe Fernando, che per proteggersi contro Carlo Magno, ebbe premura a farci costruire un castello. Successivamente, ai due lati del castello, nacquerò due borghi, il primo detto nuovo di origine normanna, ed il secondo detto vetere di origine lomgobarda. Menzionata sin dal secolo XI, Montesarchio fu dominio regio in età normanna e sveva, passò poi ai D’Aquino, ai Della Leonessa, ai Carafa e ai D’Avalos, che ne conservano il possesso sino al 1806. Il monumento più signifiacativo è il castello, che sotto il regno di Ferdinando II di Borbone, fu usato come carcere, nel quale furono reclusi molti patrioti del Risorgimento napoletano, come Pironi, Nisco e Poerio. Col passare del tempo, il centro abitato si spostò verso la pianura, nel suo territorio sono stati trovati arredi tombali dell’età del ferro, vasi corinzi e oggetti che attestano la presenza e la dominzione dei sanniti. Montesarchio vanta un fiorente patrimonio naturalistico composto da un esteso bosco di castagno, nella località Rivullo, sul Monte Taburno, e da uno splendido laghetto nella località Tora. Da visitare, oltre al Castello e la torre medioevale, l’Abbazia di San Nicola, sita sulla sommità del borgo antico, a lato del castello, la Chiesa di Santa Maria della Purità, ubicata nella piazza prinicpale di Montesarchio, la Chiesa della SS.a Trinità, la Chiesa e il convento di San Francesco, la Chiesa della SS.a Annunziata, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e l’Acquedotto romano in località Cirignano.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 30 Mag 2007

Mirabella Eclano

Scavi Dell'antica EclanumMirabello Eclano, in provincia di Avellino, è nota fin dall’antichità con il nome di Aeclanum, oggi centro agricolo, commerciale e industriale della Valle del Calore, sotto il passo di Mirabella, si ingradì quando, nel V secolo, fu attraversata dalla via Appia, diventando un importante centro commerciale, città Sannita e poi luogo fortificato dei romani, che è stata la più importante dell’Irpinia. Saccheggiata e devastata più volte, risorge col nome di Acquaputrida, per la presenza delle sorgenti solfuree nelle sue vicnanze, ma decade ancora e va in rovina. Nello stesso luogo sorgerà poi l’attuale Mirabella, centro di contea appartenuta a varie signorie. Nelle vicinanze della città, sono apparse tombe del periodo eneolitico ricche di materiale. Da visitare oltre alla Terme e il Mercato, alcune abitazioni e qualche tratto dell’antica Aeclanum, oltre a varie chiese di ottima qualità storica.

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Ricette Sabato Di Martino on 29 Mag 2007

Pizza bianca alle acciughe

Adatta a chia ama mescolare sapientemente il sapore di sale con il sapore di mare.pizza con le acciughe

Ingredienti:

  1. 1/2 Kg di pasta per la pizza
  2. 250 gr di mozzarella
  3. 10 filetti di acciuga sotto olio
  4. basilico
  5. olio
  6. sale
  7. pepe

Preparzione:

  • Disponete sulla pasta la mozzarella tagliata a fettine, le acciughe salate fatte a pezzetti e pepate.
  • Ponete poi il tutto in una teglia, che avrete già abbondantemente unto d’olio.
  • Fate cuocere in forno preriscaldato a 220° per 20 minuti.
  • A cottura ultimata, cospargete sulla pizza qualche foglia di basilico tagliuzzata.

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Antichi mestieri Sabato Di Martino on 25 Mag 2007

Il legno e l’arte del “canestrar”

CesteUna delle lavorazioni artigianali che non è ancora del tutto scomparsa nella Valle del Sarno e in alcune zone dei Monti Picentini è quella del “canestrar” ovvero il canestraio, artigiano addetto alla costruzione e alla vendita di anestri e cesti in legno. Tracce di antica civiltà lavorative dell’uomo caratterizzano il territorio che si estende tra questi monti, dove legno di faggio, d’abete, di pioppo, ma sopratutto di castagno, abbondante dono dei rigogliosi boschi, diventano ingredienti essenziali per garantire un’immagine di genuità ad una terra a forte vocazione agricola. Cesti e canestri un tempo si prestavano a diversi usi: le ceste piatte e spesse venivano utilizzate per il trasporto di frutta e ortaggi, mentre quelle dalla forma allungata ben si prestavano a preservare l’integrità e la freschezza delle paste alimentari il più a lungo possibile. L’artigiano provetto, erede di una tradizione legata alla terra e ai suoi frutti, sa scegliere il tipo di legno più adatto per la produzione delle ceste e non getta via i ritagli di legno, ben sapendo che verranno poi utilizzati per riscaldare le case in inverno, pratica a tutt’oggi in uso nelle zone di montagna. Col tempo è sorto un nuovo modo di intendere l’uso di questi cesti, creati sempre con la stessa tecnica, ma con una funzione diversa, quella di oggetti artistici di arredamento della casa.

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Antichi mestieri Sabato Di Martino on 24 Mag 2007

Il legno e l’arte dell’impagliatore

impagliatoreIl legno, materia prima di elevato pregio e di grande utilizzo, ha visto nascere molti specilisti, che sono stati in grado di manipolarlo e trasformarlo grazie alla sua semplicità nell’essere lavorato. Tra questi spicca la figura dell’impagliatore o detto in dialetto napoletano, o ‘mpagliasegge’, un artigiano che costruisce e ripara le sedie fabbricate esclusivamente con legno e paglia. E’ un lavoro faticoso quello dell’impagliatore, che trascorre ore ed ore ad intrecciare fuscelli e molto spesso a costruire l’intera sedia, unendo piolo e asticelle, pur non essendo un falegname. Una volta costruito il telaio della sedia, l’impagliatore annoda magistralmente i singoli fili di paglia che andranno a costituire la corda di cui si compone poi il sedile. L’originalità di questa arte è tutta nel semplice impiego della gestualità delle mani e nell’abilità dell’artigiano di scegliere i fili di paglia da utilizzare ed intrecciarli. E’ tradizione tuttora esistente e vitale nel territorio dell’Agro-nocerino-sarnese in provincia di Salerno o meglio nella Valle del Sarno e, in particolare modo, in alcuni rioni di Pagani, dove alcune bottteghe di impagliatori sopravvivono ancora, anche grazie alla rilanciata moda della paglia impiegata nell’arrredamento.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 23 Mag 2007

Mercogliano

Chiesa di MontevergineMercogliano è cittadina di origine medioevale, facente parte alla contea di Avellino, il primo documento che attesta la sua esistenza risale al XI secolo. Per un lungo periodo ebbe come signore Ruggiero dell’Aquila, successivamente, Federico II donò il feudo all’Abbazia di Montevergine. La storia di Mercogliano è identica a quella di tutti i feudi dell’Italia meridionale, fu amministarata da feudatari laici e religiosi, nel secolo XVI, le rendite feudali vennero gesite dalla S. Casa dell’Annunziata di Napoli fino alla eversione della feudalità nel 1806. Oggi centro di soggiorno estivo, conserva un centro storico tipicamente medioevale, detto Capostello, con stretti vicoli, il castello e antica mura, da qui una una funicolare porta in 7 minuti al Santuario di Montevergine, sotto l’ omonima vetta montuosa, raggiungibile anche a piedi, da cui si vede il Golfo di Napoli. Il Santuario, eretto da S.Guglielmo di Vercelli e consacrato nel 1124, è il primo dell’ordine Verginiano ed è da secoli oggetto di devozione del popolo Campano ed in particolare di quello Napoletano, che chiamano la Madonna di Montevergine “Mamma schiavona“, la più brutta, divenuta poi la più miracolosa, delle sei vergini della devozione mariana in Campania, quella di Pompei (vergine del Rosario), di Mugnano, di Santa Filomena, del Carmine e dei Bagni. Il santuario è costituito da una serie di edifici di epoche diverse, ultima la Chiesa Nuova, che ha inglobato le strutture cadenti dei quella vecchia, il suo interno è ricco di statue, dipinti, altari, un coro, bassorilievi, baldacchini e monumenti funebri di età romana. Altro monumento di importanza storica, è il Palazzo Abbaziale di Loreto, così chiamato per essere stato costruito sul luogo dove, in età pagana, esisteva un bosco di lauro, albero sacro ad Apollo, antica residenza degli abati, conserva al suo interno, una farmacia con una collezione di vasi di maiolica, l’archivio con oltre 700 pergamene e la bibblioteca con 150.000 volumi, attualmente aperto al pubblico.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 22 Mag 2007

Camerota

Spiaggia InfreschiSecondo una leggenda, Camerota, trae le sue origini dalla storia d’amore tra Palinuro, nocchiero di Enea, e una fanciulla di nome Kamartòn, la quale però non ricambiava il suo amore. Palinuro allora si suicidò gettandosi in mare, Venere per punire la fanciulla la trasformò in una roccia, lo sperone su cui oggi sorge Camerota. La cittadina si sviluppò nel VI secolo d.C. attorno ad un castello, fu dominata dai normanni, dagli arabi, dagli angioini fino ai Borboni. Oggi è località balneare e peschereccia nel Golfo di Policastro, lungo la sua costa si aprono numerose grotte tra cui la grotta della Cala, a balcone sul mare, dove sono stati rinvenuti resti di uomini preistorici e dei loro manufatti. Consigliamo di visitare il castello, il Convento di San Cono, ma anche le splendide spiagge, come quella stupenda detta degli Infreschi.

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Aree protette Sabato Di Martino on 16 Mag 2007

Parco regionale del Partenio

Logo del Parco Regionale del PartenioIl Parco Regionale del Partenio è collocato nel cuore della Campania, include l’omonima catena montuosa, che si estende su di un’unica dorsale per circa 30 km tra i territori del Sannio e dell’Irpinia. La collocazione geografica e la natura del substrato, tra carsico e vulcanico, ne determinano i paesaggi che, pur essendo montani, presentano in diversi punti spiccati caratteri mediterranei. Questo rende quanto mai variegati ed interessanti gli scenari naturali che esso offre: dalla faggeta adiacente al bosco misto di querce mediterranee, ai prati carsici aridi di alta quota, ai noccioleti. Vi alberga una notevole ricchezza animale, con presenza del lupo, del gatto selvatico, della poiana e del falco pellegrino.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 14 Mag 2007

Maddaloni

Acquedotto MaddaloniMaddaloni, centro in provincia di Caserta, nasce dopo la distruzione dell’antica città romana di Calatia ad opera dei saraceni nell’862, i suoi abitanti si trasferirono allora su di una collina dove fondarono Mataluni, vicino ad una chiesa dedicata alla Madonna. Borgo agricolo e industriale, con testimonianze storiche risalenti per lo più al secolo XVIII, è stato abitato da antiche popolazioni italiche, come testimoniano le due necropoli rinvenute, i cui reperti sono conservati nel Museo Civico, pertanto si consiglia di visitare l’area archeologica di Calatia, dove sono ancora visibili tratte di mura ed interessanti ville. Interessante la chiesa dell’Annunciata del secolo XVI, restaurata ed ampliata, presenta un Cristo del Mattia Preti e un soffitto dipinto da Giovanni Balducci e una tomba monumentale. Nei dintorni di Maddaloni, è interessante, la località Valle di Maddaloni, piccolo centro agricolo dominato dai ruderi di una rocca, nei pressi di Ponti della Valle, che Carlo di Borbone fece costruire dal Vanvitelli per farvi passare l’Acquedotto Carolino che alimenta le cascate della Reggia di Caserta.

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Aree protette Sabato Di Martino on 07 Mag 2007

Parco regionale del Taburno e di Camposauro

Parco Taburno e CamposauroIl Parco Regionale del Taburno e di Camposauro, costituiscono un massiccio calcareo isolato dell’Appenino Campano, incluso nella provincia di Benevento. I due rilievi sono separati dalla depressione tettonica della Piana di Prata, che restituisce al complesso una caratteristica conformazione, denominta per questo “la dormiente”. Il terriorio, aspro, presenta evidenti fenomeni carsici, come grotte e doline, blocchi calacarei e ripide pareti, solcate da profondi canaloni. Biotipo importante è la foresta Demaniale del Taburno, oltre i 1.100 metri di quota, costituita da Abete bianco, di impianto artificiale, e da Faggio. Nel parco nidificano diverse specie di uccelli rapaci, come la Poiana e il Gheppio, ma si possono individuare anche il Corvo Imperiale, il Picchio rosso maggiore e il Cuculo. Il parco ha una estensione di 13.683 ha e interessa 14 comuni tutti nella provincia di Benevento.

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