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Monthly ArchiveMarzo 2007



I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 28 Mar 2007

Agerola

Veduta di AgerolaAgerola, situata a 600 mt sul livello del mare e circondata dai Monti Lattari, si affaccia sulla Costa Amalfitana e sul Golfo di Salerno, formata da cinque frazioni, è circondata da boschi di castagno e faggeti che ospitano cinghiali, volpi e ricci. Il suo nome deriva dal latino Ager, cioè campo, e nel suo territorio sono stati rinvenuti anfore, lucerne, vasi e monete di età romana, nel medioevo faceva parte dell’antica Repubblica Marinara di Amalfi, e grazie ai suoi boschi, riforniva di legname gli arsenali per la costruzione delle navi. Famoso per la produzione della seta, entrò a far parte del Regno di Napoli, conoscendo un periodo felice, infatti, a partire dal 1.700, la popolazione aumentò, e le riforme borboniche sulla diminuzione delle tasse, e la estirpazione dei briganti dai boschi circostanti, diede tranquillità e prosperità. Aderendo alle idee della rivoluzione francese, la città fece parte ai disordini che precedetterono la costituzione della Repubblica Partenopea, nel 1815, Agerola ospitò molte società segrete e nel 1844 fu strappata dal dominio amministrativo di Salerno a favore di quello di Napoli, e quando nel 1880 fu costruita la strada che da Castellammare di Stabia, collegandola al Golfo di Napoli, divenne un florido è ricco comune dal punto turistico e commerciale. Agerola è famosa per la sua produzione di latticini, noto già ai tempi di Galeno, territorio dove si può respirrare aria salubre proveniente sia dalle montagne che la circondano che dal mare, grazie alla sua vicinanza ad esso. Agerola offre un panorama mozzafiato che, nei giorni limpidi, arriva fino all’isola di Capri, e grazie a queste straordinarie caratteristiche, nel corso degli anni, è stata meta di personaggi famosi come Francesco Crispi, Benedetto Croce, Salvatore di Giacomo.

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Itinerari e degustazioni Sabato Di Martino on 26 Mar 2007

L’alta Via dei Monti Lattari

Il Club Alpino Italiano, CAI, ha tracciato il primo percorso in quota della Penisola Sorrentina, da Corpo di Cava dè Tirreni a Punta Camapanella di fronte a Capri. Il percorso di circa 90 km., tocca le più interessanti cime del gruppo montuoso dei Lattari, che culmina con il Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi (1.444 mt. s/m). Ideale continuazione di questo trekking sono gli itinerari nell’Isola di Capri. Il percorso si articola in vari tratti, durante i quali è possibile fruire di un posto tappa oppure raggiungere, tramite bretella, i paesi a valle. Le bretelle indicate con numero pari conducono verso l’interno, quelle con numero dispari verso il versante mare. L’Alta Via è contarddistinta da segnali bianco e rossi, mentre le bretelle da degnali di colore rosso. L’Alta Via è indicata con sentieo “00″ e nefanno parte 3 varianti: Circuito Valle delle Ferriere “01″, Sentiero degli Dei “02″ e Circuito del Monte Cerasuolo “03″.

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Ricette Sabato Di Martino on 23 Mar 2007

Zeppole di San Giuseppe

Anche se con qualche giorno di ritardo, voglio comunicarvi una delle ricette dolciari più in voga in Campania con l’approssimarsi della festa di San Giuseppe, la “Zeppola di San Giuseppe”.

Ingredienti:

per la pasta bignè

  1. 300 gr di farina
  2. 300 ml scarsi di acqua
  3. 5 tuorli d’uovo e due chiare
  4. sale

per la crema

  1. 1/4 di latte
  2. 5 cucchiai di zucchero
  3. 1 cucchiaio di fecola
  4. 2 tuorli d’uovo
  5. scorza grattuggiata di limone

inoltre

  1. amarene o marmellata di amarene per guarnire
  2. olio per friggere

Preparazione:

  • Per la resistenza della farina, la lavorazione della pasta bignè può risultare faticosa: versate l’acqua e un pizzico di sale in una pentola comoda, con i manici, e fatela riscaldare.
  • Prima che giunga al punto di ebollizione, versatevi in un colpo solo la farina e fatela cuocere, mescolandola continuamente con un cucchiaio di legno, fino a quando non rimanga tutta assieme attaccata al cucchiaio.
  • Posatela, allora, su di un piatto unto d’olio e allargatela per farla intiepidire.
  • Quindi lavoratela con le mani incorporandovi uno alla volta i tuorli e le chiare d’uovo.
  • La pasta sarà pronta quando, lavorandola, si formeranno delle bolle scoppiettanti.
  • Con una siringa da pasticciere col beccuccio a stella largo circa 3 cm spremere questa pasta su una schiumarola piatta e unta d’olio, dando la forma di una ciambella con un piccolo buco al centro.
  • Immergete la ciambella ancora sul suo supporto nell’olio ben caldo ma non fumante, ritirate la schiumarola e friggere la ciambella a fuoco moderato finchè sarà gonfia e ben dorata.
  • E’ importante che la zeppola sia interamente coperta d’olio.
  • Sollevatela e appoggiatela su una carta che assorbe l’unto.
  • Qunao le zeppole saranno tutte fritte, preparate la crema sbattendo i tuorli d’uovo con lo zucchero, la fecola e la scorza di limone, diluendo col latte e cuocerlo a fuoco lento e girando senza interruzione fino a  quando non si sarò addensata.
  • Ponetene una cucchiaiata al centro di ogni zeppola, prima lievemente cosparsa di zucchero e decorata con l’amarena.

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Aree protette Sabato Di Martino on 20 Mar 2007

Parco regionale del Matese

Parco Regionale del MateseIl Parco Regionale tutela il versante campano della catena appenninica calcarea del Matese, tra le province di Benevento e Caserta, dove culmina nella vetta della Gallinola. Ospita aree di elevato valore naturalistico: laghi carsici, come il Matese, posto a 1.100 metri di altezza, pascoli montani e le rupi di vetta, con flora ricca di endemiti e specie rare, frequentate dall’Aquila reale, dal Lupo, dal Nibbio reale e dal Gatto selvatico. Le ampie faggete che ammantano i rilievi sono popolate da specie di rilievo quali l’Astore, un rapace silenzioso che caccia nel folto dei boschi. Da segnalare la località delle Mortine, zona umida frequentata da numerosi uccelli acquatici, tra cui la Moretta tabaccata, una delle anatre più rare del continente europeo. Il parco ha un estensione di 33.327 ettari ed interessa 20 comuni, di cui 15 nella provincia di Caserta e 5 nella provincia di Benevento.

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Aree protette Sabato Di Martino on 19 Mar 2007

Parco del Cilento e Vallo di Diano

Parco nazionale del Cilento e del DianoIl Parco del Cilento e Vallo di Diano, è il secondo parco nazionale italiano per estensione, rappresenta uno dei più importanti complessi biogeologici dell’Italia meridionale. Il territorio ha una peculiare orografia, che si intreseca in una notevole varietà e complessità di ambienti: dagli aspri e lussureggianti scenari dei massicci montuosi agli incantevoli paesaggi marini della costa del Cilento. Numerosi sono gli endemismi e le specie botaniche rare, come la Primula di Palinuro (simbolo del parco), e ricca è anche la fauna, con presenze di rilievo, che annoverano Lupo, Lontra, Aquila Reale, Biancone e Gabbiano corso. Il Parco ospita estese faggete sui monti, fiumi incontaminati, ed anche ampi tratti di costa marina intatta, con borghi molto suggestivi. Il parco ha un estensione di 177.817 ha, e interessa 80 comuni tutti nela provincia di Salerno, ricordiamo in più importanti e i più grandi coem nuemro di abitanti: Agropoli, Ascea, Camerota, Capaccio, Castellabbate, Montesano sulla Marcellana, Polla, Roccadaspide, Sassano, Reggiano, e Vallo della Lucania.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 15 Mar 2007

Minori

MinoriMinori, centro turistico e di soggiorno messa tra il promontorio di Amalfi è il Capo d’Orso, è la Regina Minor delle fonti medioevali, messa in una stretta insenatura, ospita la più importante testimonianza della presenza di Roma sulla Costiera Amalfitana: la villa romana di età Giulio - Claudia, è raro esempio di una villa imperiale sul mare. Antiche cronache riportano che l’antica Rheginna Minori Trionfanti, ha suo il primo nucleo abitativo nell’area di Forcella a testimonianza del fenomeno di insediamento nelle zone poco accessibili della Costiera Amalfitana, causato dal timore delle incursioni germaniche del V sec. d.C.. Con il misterioso arrivo e ritrovamento delle reliquie di Santa Trofimena sulla spiaggia di Minori, il centro abitato dalle colline si trasferisce lungo il litorale, la Santa venuta dal mare, divenne ben presto la protettrice di tutta la costa amalfitana, fino al giungere, verso l’anno XIII, delle sacre spoglie di S. Andrea Apostolo. Nel medioevo l’antica Rheginna Minor, fa parte della Repubblica di Amalfi, legando ad essa le proprie vicende, sede di un importante arsenale navale, fu partecipe delle fortune e delle sventure della più importante città limitrofa, diviene poi sede vescovile verso l’anno mille, e per quasi mille anni, si sono succeduti ben 57 Vescovi residenziali. Per la presenza, nell’antichità medioevale, del torrente Regginolo, vi era in Minori una forte presenza di mulini e, di conseguenza un’apprezzata produzione di pasta, fu anche sede di produzione della notissima Carta di Amalfi, ma è l’agricoltura a segnare profondamente la realtà di questa città. La fisionomia delle colline che degradano verso il mare, con i terrazzamenti fatti coi muri a secco e i canali, collegati a grande vasche di raccolta, testimoniano una pazienta e secolare edificazione da parte dell’uomo. Emblema massimo della vocazione agricola di questo luogo, è il famoso limone cosi detto “sfusato di Amalfi“, oggi tutelato dal marchio IGP. Oggi Minori, riscoprendo il suo mare, ha confermato la propria vocazione di ospitalità e accoglienza e non grazie alle numerose attività che arricchiscono il soggiorno di turisti e residenti. Da visitare la Villa Romana, la Basilica di Santa Trofimena, al cui si custodiscono le reliquie della Santa, le varie chiese di S.Lucia, San Gennaro e di San Michele e per ultimo l’Arciconfraternita del SS. Sacramento ed il Campanile dell’Annunziata.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 14 Mar 2007

Maiori

Maiori il lungomareMaiori, con il suo lungomare e la sua lunghissima spiaggia, vanta il patrimonio turistico alberghiero più grande della Costiera Amalfitana. A testimonianza del suo splendore medioevale, i tanti ruderi di castelli e torri presenti, quando era circondata e difesa da fortificazioni. Dall’alto dell’abitato, spicca la Chiesa di Santa Maria a Mare, venerata dal lontano 1204, quando dei marinai ripescarono una statua delle Vergine Maria, gettata nel mare da una nave, proveniente da Costantinopoli, rifugiatasi a Maiori durante una tempesta. Da vedere l’insolito complesso rupestre di Santa Maria de Olearia, un’antica badia benedettina edificata nel lontano anno mille, e negli edifici aggrappati alle rocce, in una delle grotte naturali della zona, si aprono sale, cappelle e piccoli portici affrescati. Con una gita in barca si possono visitare la grotta Pandora, che con uno scenario verde smeraldo, le stalattiti e stalagmiti creano uno spettacolo indimenticabile, e la grotta Sulfurea, ricca di acqua sulfureo magnesiaca con proprietà curative, molte altre testimonianze del passato si possono osservare nei dintorni di Minori come una grande villa rustica.

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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 13 Mar 2007

Erchie

Erchie la torre normanna

Erchie, antico borgo marinaro, è situata nei pressi di Cetara e fa parte del comune di Maiori, minuscola cittadina con caratteristiche e minuscole spiagge, con le sue piccole case bianche ed il suo mare cristallino, è un luogo ideale per un escursione e per chi vuole vivere una vacanza in perfetto relax. Nata come colonia greca nel IV secolo a.C., la tradizione vuole che sia stato il dio Ercole il primo visitatore di questo lembo di terra. Erchie dispone di un bellissimo torrione medioevale “Torre Cerniola”, oggi di proprietà privata, fatto costruire da Carlo d’Angiò nel 1278 e disposto sul lato orientale della cittadina, sul tratto opposto, caratteristico è lo stretto passaggio naturale scavato dal tempo nella roccia a portare ad una caratteristica e piccolissima spiaggia. Di particolare interesse storico artistico è la Chiesa di Santa Maria Assunta, sorta sui ruderi dell’antica abbazia benedettina di S. Maria di Erchie, che diede il nome a questa località della Costiera Amalfitana, così ricca di fascino.

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Eventi e spettacoli Sabato Di Martino on 12 Mar 2007

Sorrento le processioni della settimana Santa

Addolorata processioneManca poco più di un mese alla Santa Pasqua, è voglio anticiparvi e raccontarvi la forte religiosità che vive in questo periodo tutta la Penisola Sorrentina in particolar modo il suo capoluogo Sorrento. Il Giovedì e il Venerdì della settimana che precede la Pasqua, questa cittadina vive momenti lancinanti di religiosità legati alla fede popolare che si tramanda da secoli di generazione in generazione. Lungo le strade della cittadina si snodano le processioni che rievocano la passione del Cristo e della Via Crucis, non rappresentata nel modo classico delle rievocazioni, ma bensì con una lenta è suggestiva processione, caratterizzata dalla partecipazione di centinaia di fedeli che indossano vesti lunghe (bianche il giovedì e nere il venerdì) e cappucci che ne nascondono il volto, portando in mano i segni della Passione di Cristo, fiaccole e làbari, il tutto accompagnato da musiche sacre di estenuante suggestione. Le processioni sono organizzate dalle Confraternite, formate da laici guidati da un capo spirituale, la loro origine risale all’antico Medioevo. Sorrento ha due Confraternite: la Arciconfraternita della Morte, la più antica risalente al lontano 1386, che ha incorporato quella di San Catello, e l’Arciconfraternita di Santa Monica. Nel corso dei secoli le Confraternite hanno svolto attività per lo più caritatevoli avendo anche privilegi di discusso diritto, ad esempio la Confraternita di San Catello aveva il compito di accompagnare i condannati al patibolo, di provvedere alla loro sepoltura, di seppellire coloro che morivano in mare. Un altro ambito sociale nel quale i confratelli svolgevano un ruolo importante era quello dei “maritaggi” ossia ogni confratello versava una piccola somma e questuavano per costituire un piccolo capitale da utilizzare per aiutare la ragazze povere che volevano sposarsi. Ancora oggi le Confraternite svolgono un compito di assistenza morale e materiale nei confronti dei bisognosi.

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Ricette Sabato Di Martino on 10 Mar 2007

Pizza ai funghi

pizza ai funghiAdatta ai palati che amano il gusto che resta nel tempo.

Ingredienti:

  1. 1/2 Kg di pasta per la pizza
  2. 300 gr di polpa di pomodoro
  3. funghi freschi
  4. 1 spicchio d’aglio
  5. parmigiano grattuggiato
  6. prezzemolo
  7. olio
  8. sale
  9. pepe

Preperazione:

  • Stendete la pasta e distribuitevi sopra la polpa di pomodoro e i funghi, che prima avrete affettati, fatti rosolare in un tegame con uno spicchio d’aglio, conditi con sale e pepe e spolverizzateli con il prezzemolo tritato.
  • Distribuite il parmigiano grattugiato.
  • Condite il tutto con un filo d’olio.

  • Ponete il preparato nel forno preriscaldato a 220° per circa 20-25 minuti.

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