Monthly ArchiveFebbraio 2007
Ricette Sabato Di Martino on 28 Feb 2007
Pizza capricciosa
Adatta a … a chi vuole assicurarsi un gusto saporoso.
Ingredienti:
- ½ Kg di pasta per la pizza
- 300 gr di polpa di pomodoro
- 1 mozzarella
- Carciofini sott’olio
- Funghetti sott’olio
- Olive nere
- 100 gr di prosciutto cotto
- Olio
- Sale
- Pepe
Preparazione:
- Distribuire sulla pasta ben stesa la polpa di pomodoro, la mozzarella tagliata a dadini, delle striscioline di prosciutto cotto, i carciofini, i funghetti e le olive tagliate a metà.
- Aggiungete il sale, il pepe e un filo di olio.
- Mettete in forno a 220° per 20 minuti.
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Itinerari e degustazioni Sabato Di Martino on 27 Feb 2007
Prodotti tipici della Campania a Napoli e Salerno
Ricca e variegata la produzione alimentare della regione, a Napoli sono famose le pasticcerie e le gelaterie artigianali, ad Agerola e a Piano di Sorrento si producono latticini mentre a Castellammare di Stabia è celebre per i biscotti. Le paste migliori si trovano a Cicciano, Torre Annunziata, Gragnano e Vico Equense (nota anche per il provolone D.O.P. detto “del monaco”), Nola è famosa per i salumi. Il Salernitano è rinomato in tutto il mondo per la mozzarella di bufala prodotta dal consorzio di Battipaglia e Paestum, da non dimenticare, inoltre, i carciofi di Capaccio e i latticini di Eboli e Agropoli.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 26 Feb 2007
Avellino
In verità il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta.
Plinio il Vecchio, I secolo d.C.
Un manto di boschi riveste la “verde Irpinia”, una delle terre più belle e più ricche d’Italia dal punto di vista ambientale, comprende parchi e oasi naturalistiche, monti e altipiani ricchi di sorgenti, grotte, laghi, fiumi, cascate, foreste … e Avellino è la sua capitale. Centro a vocazione agricolo, messo al centro di una conca tra i monti del Partendo e dei Picentini, dove si apre la Valle del Sabato. Abitata da popolazioni irpine, entra nel modo dei romani dopo le guerre puniche, quando il console Silla vi porta una colonia di veterani, diventando una città importante attorniata da molti edifici pubblici. Sede diocesana, diviene contea per mano di Papa Innocenzo II, donandola al principe di Puglia Rainulfo, passata tra vari i signori nei secoli, passa ai Caracciolo come principato detto di Avellino per poi passare sotto il regno di Napoli, di cui come tutta la Campania, ne segue le vicende. Nei pressi dell’attuale stazione di Avellino, si trovano i resti dell’antica Abellinum, un tratto di mura, fondamenta di una casa romana, e di un altro edificio, forse l’anfiteatro. Del periodo medioevale della città, rimane poco, nel centro, di aspetto assai moderno, si trovano interessanti edifici storici, il Duomo, dalla bella facciata neoclassica, maestoso è anche il campanile, edificato riutilizzando materiale di era antica. Il simbolo della città è la barocca Torre dell’Orologio in piazza Amendola, che con i suoi 40 metri sovrasta l’abitato, altri monumenti rappresentativi sono la Fontana di Belleforte e i ruderi del Castello Longobardo. Meglio conservata è la chiesa di S. Maria di Costantinopoli ricca di opere tra cui un affresco del 1400, per ultimo il Museo Irpino, che raccoglie, suddividendo in vari sezioni, i materiali archeologici ritrovati nella provincia.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 24 Feb 2007
Caserta
La reggia diventa più bella che Verailles …L’acquedotto è così magnifico che non ho veduto in nessun luogo uguale.
Jacob Joanes Bjornstaehl, 1771.
E’ proprio questa l’area che gli antichi chiamarono Campania Felix, per la posizione privilegiata e la fertilità del suolo. Oggi Caserta è una moderna città, messa alla sinistra del fiume Volturno, nata probabilmente sui ruderi della romana Saticula, luogo dell’attuale Caserta Vecchia. I Longobardi costruirono il borgo di Casa Hirta, rimanendo tale fino al 1752, quando, in località La Torre, per oridne di re Carlo di Borbone, Luigi Vanvitelli inizia la costruzione della Reggia che proseguirà a seguire nella costruzione fino alla sua morte. La ultimerà il figlio Carlo, attorno alla quale sorgerà e si espanderà l’attuale Caserta, inizierà così la decadenza del vecchio nucleo, trasferendosi gli abitanti nella nuova città, mentre il vecchio nucleo abitativo rimarrà una frazione. Assolutamente da non perdere la visita a Palazzo Reale o meglio conosciuta come la Reggia di Caserta, di fronte si estende il magnifico parco-giardino, adornato da fontane, laghetti, cascate, gruppi marmorei, dove si possono ammirare opere provenienti anche dagli scavi di Pompei. Interessante è l’antico nucleo di Caserta Vecchia, che con la sua Cattedrale romanica e il castello, oggi allo stato di rudere, eretto dai fondatori della città, è uno dei borghi medievali più suggestivi e meglio conservati d’Italia, qui tra stradine lastricate, palazzi gentilizi e chiesette antiche, si sente ancora forte la presenza delle vecchie tradizioni.
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I luoghi della Campania Sabato Di Martino on 23 Feb 2007
Benevento
Lungo la strada ho cercato di persuadere il conducente ad indicarmi il luogo dove cresce l’albero di noce sotto il quale si radunavano le streghee festeggiavano il loro sabbath …alla fine mi confessò di sapere che molte vecchie dei dintorni erano perfettamente informate sul noce e che aveva alcuni amici che avevano addirittura sentito volare le streghe a cavallo della scopa.
Henry Swinburne, 1783.
Benevento, leggendaria “città delle streghe”, racchiude memorie antichissime, bagnata dai fiumi Sabato e Calore, ha il nome di Maleventum prima che i romani, dopo aver sconfitto il re dell’Epiro, Pirro, le trasformarono il nome in Beneventum. Terra che conserva tenacemente il suo carattere originale, risalente forse agli antichi guerrieri Sanniti, divenne municipio romano e punto di ristoro lungo la Via Appia, Traiano, realizzando poi, la Via Appia nuova, vi erigerà l’Arco di Trionfo, simbolo della città, immortalando sopra le formelle dell’arco, non le sue conquiste imperiali, ma le sue opere civili. Una delle prime sedi episcopali d’Italia, Benevento ha come vescovo San Gennaro, patrono di Napoli e protagonista del miracolo dello scioglimento del sangue. Raggiunge la sua massima potenza come sede del Ducato Longobardo dell’Italia meridionale, dopo un aspro conflitto con i normanni, entra a far parte dello Stato Pontificio fino all’unità d’Italia. Le memorie romane della città, oltre all’arco di Trionfo, sono rappresentate dall’imponente Teatro di Adriano, oggi sede in estate di concerti e spettacoli. Nella zona archeologica ci sono vari reperti: il Foro, le Terme e il Tempio di Iside eretto da Domiziano, nella zona sono meno vistose le tracce lasciate dai Longobardi, spicca il Castello Manfredi, eretto in realtà da Arechi II, alcuni edifici religiosi, come il Duomo, che conserva dell’originaria struttura la facciata e il campanile, tra i più suggestivi monumenti, vi è la chiesa di Santa Sofia, un capolavoro del Medioevo, magnifico al suo interno il Chiostro, opera della prima metà del secolo XII, all’interno dei esso, ha sede il Museo Provinciale del Sannio, uno dei più notevoli della Campania, diviso in una sezione archeologica ed una storica. La prima contiene materiale preistorico, ceramiche greche e italiche, sculture egizie provenienti dal tempio dedicato a Iside, statue ellenistiche-romane. Molto ricche le sezioni medioevali, con oreficerie, utensili, monete, sculture, mentre la sezione storica rievoca le antiche vicende del Sannio, e ha sede nella Rocca de Rettori.
Ricette Sabato Di Martino on 19 Feb 2007
Napoli e le lasagne di carnevale
Domina tra i primi piatti da realizzare a carnevale la lasagna. Quando arriva il carnevale Napoli si fa a gara a chi prepara la migliore lasagna. La preparazione e’ molto elaborata ed il giorno in cui la si serve diventa una festa e se ne continua a parlare fino al giorno dopo cioe’ le ceneri, quando si comincia il “digiuno e l’astinenza”.
Ingredienti :
- Ragù abbondante
- 200 gr di carne tritata
- 400 gr di lasagne secche
- 70 gr di pane raffermo
- 250 gr di cervellatine o di salsicce
- 300 gr di ricotta
- 200 gr di parmigiano grattuggiato
- 300 gr di fiordilatte
- 1 uovo
- olio di oliva o sugna
- pepe, sale
Preparazione :
- Preparate le polpettine lavorandola carne tritata, il pane spugnato nell’acqua e strizzato, l’uovo e una manciata di parmigiano e friggetele nella sugna.
- Con i denti di una forchetta forate la pelle delle scervellatine o delle salsicce se le preferite, cuocetele con l’olio e uno spruzzo di vino bianco e tagliatele a rondelle.
- Unitele alle polpettine, conditele con qualche cucchiaiata di ragù e fate insaporire per qualche minuto.
- Stemperate la ricotta con altro ragù finchè risulti liscia e cremosa.
- Tagliate a dadini il fiordilatte.
- Fate cuocere le lasagne poche per volta in una pentola con abbondabte acqua salata, nella quale avrete versato un filo d’olio per non farle attaccare uno con l’altra.
- Ritiratele una alla volta con un forchettone e stendetele su di un panno bagnato.
- Quando saranno cotte tutte, versate un paio di mestoli di sugo sul fondo di una teglia capace.
- Disponetevi sopra, l’una accanto all’altra, un primo strato di lasagne in modo che coprano anche i bordi della teglia e sporgano al di fuori per costruire, alla fine, il coperchio di una specie di scatola di lasagne.
- Distribuitevi su questo strato una parte della ricotta stemperata, dadini di mozzarella, polpettine e cervallatine, qualche cucchiaiata di ragù e parmigiano.
- Procedete con un altro strato di lasagne, poste al contrario da quelle precedenti, e di condimento, fino a esaurimento degli ingredienti.
- Dopo l’ultimo strato di condimento, ripiegate su di esso i lembi delle prime lasagne, conditeli con l’ultimo ragù e parmigiano e mettete in forno ben caldo per il tempo necessario a formare una crosticina croccante.
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Storia e tradizioni Sabato Di Martino on 16 Feb 2007
Il carnevale in Campania
Il carnevale , in Campania, è una festa in disuso, ma fino alla metà del 1700 rimase un momento fondamentale, come dimostra la narrazione delle liturgie carnevalesche della corte e dell’aristocrazia. Questa storia, tra l’altro ben poco studiata è tuttavia più documentata che l’altro carnevale, quello delle classi popolari che non ha lasciato che deboli tracce. Per avere qualche notizia in proposito bisogna aspettare il 1800, con i racconti dei viaggiatori stranieri di passaggio a Napoli. La distinzione di classe tra i carnevali e la poca accortezza dei cronisti del tempo, hanno consegnato ai nostri giorni una tradizione morente dalla quale però spicca, come anima indistruttibile del sentire di questa regione, la maschera di Pulcinella a cavallo della vecchia ‘o carnevale: una maschera doppia, che rappresenta Pulcinella e una vecchia che lo porta sulle spalle, l’uscita della maschera il giovedì di carnevale si accompagnava con un rito di questua che percorreva le vie storiche della città, quelle più ricche di botteghe e di offerte.
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Storia e tradizioni Sabato Di Martino on 14 Feb 2007
La Campania e le sue cinque province
Sono cinque le province in cui si divide la regione Campania: Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, ma le sub regioni, che corrispondono a storiche definizioni, ad aggregazioni economiche, a fatti geografici, sono molte di più e, sotto certi aspetti, fanno concorrenza alla ripartizione amministrativa, abbiamo così la “Terra di Lavoro” a Caserta, il “Sannio” a Benevento, “l’Irpinia” ad Avellino, “l’Agro Nocerino Sarnese” e il “Cilento” a Salerno e la “Baronia”, antica denominazione dell’alta Irpinia. All’interno di esse, ulteriori suddivisioni formano “l’Agro Nolano” e “Alfano”, il “Matese”, la “Costiera Amalfitana e Sorrentina”. Un segno di rivendicazione individualistica, che è anche testimonianza delle vicende che storicamente hanno investito la Campania. Ricordiamo soltanto che dopo la caduta dell’impero romano si ebbero formazioni politico-amministartive da cui, per grandi evoluzioni, si determinano le attuali circoscrizioni provinciali. Nel VI secolo si formò la “Longobarda minor”, che comprendeva Benevento, Capua e Salerno, nacquero i ducati autonomi di Napoli, Sorrento, Amalfi e Gaeta, poi con i Normanni nel secolo XII si formarono le aree di influenza di Terra di Lavoro, e il principato di Salerno, Benevento divenne, e lo restò fino all’unità d’Italia, un enclave pontificia nel centro del regno di Napoli, infatti nasce da qui la sua estraneità da tutto il contesto della Campania. L’unità dell’Italia, confermò i processi amministrativi e territoriali precedenti, l’assetto definitivo regionale è però del 1927, quando tutta l’area compresa sulla direttrice che va da Cassino al Golfo di Gaeta, fino allora territorio della Campania, passò sotto la giurisdizione della provincia di Roma, compresa l’Isola di Ponza e poi di Ventotene.
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Arte e monumenti Sabato Di Martino on 13 Feb 2007
Caserta – La Reggia di Caserta e i suoi numeri
Per Carlo III di Borbone la Reggia di Caserta doveva rappresentare un segno equivocabile della forza e della magnificenza di chi comandava. Non a caso si prese a modello la splendida reggia di Versailles. Per comprendere l’immensità di questa opera è però necessario ricordare alcuni dati: il complesso fu progettato da Louis van Wittel, meglio conosciuto come il “Vanvitelli”, gli anni di costruzione, dal 1752 al 1774; l’area occupata della reggia, è di circa 125 ettari, tra il palazzo vero e proprio e il parco, a sua volta espressione di fantasia architettonica. Il Palazzo si sviluppa su circa 51.000 metri quadrati, è un quadrilatero di circa 250 metri di fronte e 202 metri di lato, per un altezza di circa 42 metri. Un contenitore immenso: 1.200 stanze illuminate da 1.790 finestre e servite da 34 scale. La posa della prima pietra avvenne il 20 gennaio 1752, anniversario della nascita di re Carlo.
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Ambiente Sabato Di Martino on 12 Feb 2007
La Piana del Sele e le sue bufalare
Ed eccoci di nuovo nella Piana del Sele a spiegare la peculiarità della zona, le bufalare. Paestum ha sempre avuto una vocazione agricola, sottolineata dall’allevamento bufalo, l’animale di maggior resistenza nelle zone malariche, e Paestum ha sofferto di questa piaga sino agli anni quaranta. Legati all’allevamento sono i piccoli edifici che oggi potremmo definire reperti di “archeologia rurale”, rustiche abitazioni degli agricoltori e allevatori del 1700 e del 1800 situate nell’ambito della villa padronale. Nasce, quest’ultima, come riflesso di una nuova economia inventata e intrapresa, dalla fine del 1700 sino agli inizi del secolo scorso, da parte dell’aristocrazia terriera arrivata nella Piana del Sele dalle montagne del Cilento. Ce ne sono diverse a Capaccio-Paestum e nel suo territorio, ma le più belle e integre sono quelle di Villa Salati, proprio di fronte ai templi. Sparse qua e là s’incontrano le vecchie abitazioni dei guardiani di bufali, costruzioni alte al massimo 4 metri a pianta semiellittica. Sono estremamente interessanti per la sovrapposizione di stereometrie elementari quali la piramide, il cono. L’ attenzione del visitatore è subito catturata dal grande camino centrale di forma circolare con cappa sospesa su quattro piccole colonne. Il camino risultava indispensabile, sia per i bisogni legati al cibo e al riscaldamento, sia per asciugare le forme di formaggi. Sulle pareti trova posto una serie di cuccette in muratura divise da pareti sottili: tutte uguali, tranne quelle in angolo per il capofamiglia e per le donne.
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