I luoghi della Campania Sabato Di Martino il 30 Ago 2007
Polla
Polla è un bellissimo e antico borgo con resti di grotte dell’età del ferro, posto in posizione strategica rispetto al Vallo di Diano. Diviso in due dal fiume Tanagro, che lo percorre per tutta la sua lunghezza, è collegata da vari ponti , di cui uno costruito dai romani, posto al centro del paese, con ancora intatta la sua struttura portante in pietra, con aggiunte di contrafforti in epoca medioevale e successive rimaneggiamenti del 1.700 e ultimi di epoca moderna. Stazione romana lungo la Popilia (Forum Popilii), Polla ha un altitudine decisamente variabile e conta una popolazione di poco più i 5.000 abitanti. Situata nel perimetro del Parco del nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, esattamente all’incrocio tra le catene degli Alburni e della Maddalena, il suo centro urbano e distribuito tra due zone pedemontane, dirimpettaie, e tra la parte centrale in pianura, lungo il corso del Tanagro. Polla conserva i ruderi del Masuoleo di Caio Uziano e nei suoi pressi si trova la Grotta neolitica dell’Angelo (nel comune di Pertosa), nella quale è stato reperito interessante materiale dell’età del bronzo e del ferro.
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Padula



Mirabello Eclano
Una delle lavorazioni artigianali che non è ancora del tutto scomparsa nella Valle del Sarno e in alcune zone dei Monti Picentini è quella del “canestrar” ovvero il canestraio, artigiano addetto alla costruzione e alla vendita di anestri e cesti in legno. Tracce di antica civiltà lavorative dell’uomo caratterizzano il territorio che si estende tra questi monti, dove legno di faggio, d’abete, di pioppo, ma sopratutto di castagno, abbondante dono dei rigogliosi boschi, diventano ingredienti essenziali per garantire un’immagine di genuità ad una terra a forte vocazione agricola. Cesti e canestri un tempo si prestavano a diversi usi: le ceste piatte e spesse venivano utilizzate per il trasporto di frutta e ortaggi, mentre quelle dalla forma allungata ben si prestavano a preservare l’integrità e la freschezza delle paste alimentari il più a lungo possibile. L’artigiano provetto, erede di una tradizione legata alla terra e ai suoi frutti, sa scegliere il tipo di legno più adatto per la produzione delle ceste e non getta via i ritagli di legno, ben sapendo che verranno poi utilizzati per riscaldare le case in inverno, pratica a tutt’oggi in uso nelle zone di montagna. Col tempo è sorto un nuovo modo di intendere l’uso di questi cesti, creati sempre con la stessa tecnica, ma con una funzione diversa, quella di oggetti artistici di arredamento della casa.



